Cronaca

Omicidio Mizzi, nuove verifiche sui cellulari dei presunti killer

Gli accertamenti disposti dal gup per capire se uno dei due imputati si trovava effettivamente vicino al luogo in cui Mizzi fu ucciso la sera del 16 marzo 2011. La cella telefonica è infatti uno degli elementi principali a sostegno dell'accusa

Nuovi accertamenti sull'omicidio di Giuseppe Mizzi, il 39enne ucciso a Carbonara di Bari per errore in un agguato mafioso il 16 marzo 2011, sono stati disposti dal gup del Tribunale di Bari Antonio Diella nell'ambito del processo sul delitto.

Il giudice ha convocato il dirigente di zona del gestore telefonico utilizzato dal cellulare di uno dei due imputati, il 33enne Edoardo Bove, che dovrà accertare il territorio di copertura del ripetitore che il giorno dell'omicidio agganciò il telefono di Bove. Gli approfondimenti tecnici serviranno a capire se l'imputato era vicino al luogo del delitto o si trovasse altrove come sostiene. La cella telefonica è, infatti, uno degli elementi principali a sostegno dell'accusa nei confronti di Bove.

Il giovane è imputato per l'omicidio insieme con il 34enne Emanuele Fiorentino, risultato positivo all'esame dello stub eseguito poco dopo il delitto. Nella scorsa udienza il pm della Procura di Bari Federico Perrone Capano ha chiesto la condanna all'ergastolo per entrambi con l'accusa di omicidio volontario premeditato con l'aggravante di aver favorito un'associazione mafiosa. Il processo si sta celebrando con rito abbreviato. La sentenza è prevista per il prossimo 2 luglio. Parti civili sono i familiari della vittima che hanno quantificato in 3,8 milioni di euro il risarcimento danni e il Comune di Bari che ha chiesto 1,5 milioni di euro. (Ansa)

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