Cronaca Carbonara

Omicidio Mizzi, nuove verifiche sui cellulari dei killer: "Bove forse non era sul luogo dell'agguato"

I primi accertamenti tecnici sul cellulare di uno dei due imputati non hanno attestato con certezza la sua presenza sul luogo dell'omicidio del 39enne carbonarese. Disposte nuove verifiche, udienza rinviata al 19 settembre

Edoardo Bove poteva trovarsi in un luogo diverso rispetto a quello in cui è stato ucciso Giuseppe Mizzi, il 39enne di Carbonara ammazzato per un tragico scambio di persona in un agguato mafioso compiuto il 16 marzo 2011, mentre rincasava. Il dirigente di zona del gestore telefonico utilizzato dal cellulare del 33enne Bove, imputato per il delitto, ha riferito dinanzi al gup Antonio Diella che dagli accertamenti tecnici non emerge un dato certo sul territorio di "copertura" del ripetitore che il giorno dell'omicidio agganciò il suo telefono. Per questo il giudice ha disposto ulteriori verifiche tecniche per una mappatura dettagliata della zona e dei ripetitori telefonici, rinviando il processo al prossimo 19 settembre.

Imputato per l'omicidio insieme con Bove è il 34enne Emanuele Fiorentino, risultato positivo all'esame dello stub eseguito poco dopo il delitto. Il pm della Procura di Bari Federico Perrone Capano, titolare del fascicolo, ha chiesto la condanna all'ergastolo per entrambi, con l'accusa di omicidio volontario premeditato con l'aggravante di aver favorito un'associazione mafiosa. Il processo si sta celebrando con rito abbreviato. Parti civili i familiari della vittima, madre, padre, tre fratelli, moglie e due figli minorenni che hanno quantificato in 3,8 milioni di euro il risarcimento danni e il Comune di Bari che ha chiesto 1,5 milioni di euro.
(Ansa)

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