Cronaca

Sei anni fa l'omicidio di Paola Labriola, l'Ordine dei Medici la ricorda con una Giornata alla memoria: "Martire della professione"

L'appuntamento si svolgerà il 13 settembre. Nei giorni scorsi, l'Ordine aveva promosso una campagna di comunicazione per sensibilizzare i cittadini sulla violenza contro i medici, intitolata “E poi, la vita chi te la salva?”

A sei anni dalla morte di Paola Labriola, la psichiatra barese uccisa da un paziente il 4 settembre 2013 mentre era nel suo ufficio del Centro di Salute Mentale di via Tenente Casale nel quartiere Libertà, l'Ordine dei Medici di Bari ricorderà la collega con una 'Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari in sua memoria. L'appuntamento è promosso da FNOMCeO (Federazione nazionale degli Ordini dei medici). La giornata si svolgerà il 13 settembre e vedrà anche un Concerto di musica orchestrale eseguito dallOrchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari, alle 20, nell'auditorium 'Nino Rota'. Nei giorni scorsi, l'Ordine aveva promosso una campagna di comunicazione per sensibilizzare i cittadini sulla violenza contro i medici, intitolata “E poi, la vita chi te la salva?”, come la domanda posta ai cittadini pugliesi dai cartelloni pubblicitari affissi nelle strade del capoluogo. 

“Vogliamo ricordare Paola Labriola come martire della Professione medica, la cui tragedia ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica la situazione drammatica che molti medici affrontano quotidianamente sul posto di lavoro, in condizioni di sicurezza precarie, nell’intento che il suo sacrificio non sia dimenticato.” - commenta Filippo Anelli, Presidente Omceo Bari e Presidente Fnomceo - All’indomani di quel barbaro omicidio i vertici regionali e i politici presero un impegno solenne per mettere in sicurezza le strutture e tutelare i medici e i professionisti della salute. Eppure, a distanza di sei anni, siamo diventati la prima regione italiana per aggressioni contro il personale sanitario. Solo nell’ultima settimana sono state denunciati tre casi di violenza. Ma sono molti di più quelli che non vengono denunciati e che quindi non sono censiti. Di fronte a questa recrudescenza delle aggressioni, chiedo al Presidente Emiliano un impegno supplementare per tutelare tutti coloro che ogni giorno si prodigano a difendere la salute dei cittadini.” - conclude Anelli.

 

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