Cronaca Bitetto

Freddato in casa con un colpo di pistola alla testa: omicidio Perez a Bitetto, arrestata figlia di un pentito del clan Parisi

Mariangela Losurdo, 25enne, è ritenuta l'esecutrice materiale dell'omicidio del 49enne. Da chiarire il movente del delitto: secondo gli investigatori, sia la giovane che sua madre avrebbero avuto una relazione con la vittima, ex uomo di fiducia del padre Pietro, un tempo affiliato al clan barese

Freddato in casa, con un colpo di pistola alla testa, mentre dormiva sulla poltrona del proprio soggiorno. C'è una svolta nelle indagini sull'omicidio di Pierpaolo Perez, 49 anni, ucciso il 26 giugno 2018 a Bitetto. I carabinieri hanno arrestato, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Bari, Antonella Cafagna, la 25enne Mariangela Losurdo, ritenuta l’esecutrice materiale del delitto. La giovane è figlia di Pietro Losurdo, 57enne, già affiliato al clan Parisi e oggi collaboratore di giustizia.

In un primo momento, era stato lo stesso 57enne ad autoaccusarsi del delitto, riconducendo il fatto all’incauto maneggio di un’arma. Tuttavia le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari e coordinate dal pm della DDA di Bari Simona Filoni (oggi Procuratore per i Minorenni di Lecce), hanno permesso di ricostruire l’esatta dinamica degli eventi, anche precedenti e successivi all’omicidio, portando in luce una realtà diversa.

Le minuziose indagini, le analisi di tabulati e di celle telefoniche, la visualizzazione di immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza di esercizi commerciali vicini, le dichiarazioni testimoniali acquisite e le attività di intercettazione condotte hanno portato gli inquirenti verso un'altra pista: a uccidere Perez , con un colpo di pistola calibro 9 alla fronte, esploso, intorno alle 13.30, a distanza ravvicinata, mentre lo stesso dormiva sulla poltrona del proprio soggiorno, non sarebbe stato Pietro Losurdo ma la figlia Mariangela, all’epoca solo 23enne.

Resta, tuttavia, allo stato incomprensibile il movente del delitto – come è riportato nell’ordinanza – non emergendo sufficiente elementi per attribuirgli uno sfondo passionale o per ascriverlo a un diverso contesto criminoso. Quel che invece è dato per certo, come già indicato nell’informativa dei Carabinieri, depositata agli atti del processo che si era nel frattempo instaurato per il fatto nei confronti di Pietro Losurdo, è che sia Mariangela Losurdo sia sua madre, 51enne, avrebbero intrapreso una relazione sentimentale con la vittima, un tempo uomo di fiducia proprio di Losurdo, nel compimento di attività criminali. Forse dunque un intreccio di tipo passional-criminale tra vecchi rancori di mafia o gelosie amorose?

Comunque sia, dopo l’omicidio - hanno ricostruito gli investigatori - Pietro Losurdo, agendo per ‘amor di padre’, sarebbe entrato nell'abitazione con lo scopo di ripulire la scena del crimine, recuperare l'arma da fuoco ed evitare l’incriminazione della figlia per l’efferato delitto, attribuendosene la paternità. Nel corso del processo instauratosi -per l’omicidio- nei confronti del Losurdo Pietro, in sede di udienza del dicembre 2019, gli inquirenti avevano ribaltato la tesi autoaccusatoria di quest'ultimo, ottenendo una modifica del capo d'imputazione. Il Losurdo era poi stato condannato alla pena di anni 3 e mesi 8 di reclusione per il reato di false dichiarazioni all'A.G. e detenzione e porto di arma da guerra.

Non ha trovato riscontro nella ricostruzione degli eventi neanche l’ipotesi per cui la morte del Perez potesse essere ascritta a un fatto accidentale - si legge ancora nell’ordinanza – ma la scelta di sparare a distanza ravvicinata, in assenza di qualunque segno di colluttazione e quando la vittima dormiva, un unico colpo alla testa, capace di freddarla immediatamente appaiono sufficienti per dimostrare che l’esplosione del colpo di pistola non è stata conseguenza di  una determinazione istintiva ed emotiva.

Dunque la ragazza avrebbe aspettato che il fidanzato si addormentasse per ucciderlo nel sonno. "Un atteggiamento freddo e spietato - sottolineano gli investigatori - dimostrato anche dalla circostanza che la stessa non abbia mostrato alcuna resipiscenza durante il periodo di carcerazione del padre, autoaccusato del delitto, è valso per fondare il pericolo di recidivazione e per motivare la misura cautelare in carcere". Condotta in carcere, la ragazza è a disposizione del GIP che nei prossimi giorni effettuerà l’interrogatorio di garanzia.

(foto di repertorio)

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