Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Omicidio Labriola, nuove accuse per l'assassino: "Crudeltà e futili motivi"

Due le nuove aggravanti contestate dai pm a Vincenzo Poliseno, imputato per l'omicidio della psichiatra barese uccisa il 4 settembre 2013 mentre era al lavoro nel suo ambulatorio. La perizia psichiatrica ha accertato che all'epoca del delitto l'uomo era capace di intendere e volere

Nuove accuse per Vincenzo Poliseno, il 44enne imputato per l'omicidio volontario della dottoressa Paola Labriola, la psichiatria in servizio nel Centro di Salute mentale di via Tenente Casale, uccisa a coltellate nel suo ambulatorio la mattina del 4 settembre 2013.

Il pm Baldo Pisani contesta all'imputato, a giudizio con rito abbreviato, le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi. La contestazione delle aggravanti è stata fatta in seguito all'esito della perizia psichiatrica compiuta su Poliseno: secondo il perito,  l'imputato pur essendo affetto da un "disturbo della personalita' con prevalenti tratti borderline-antisociali", all'epoca del delitto era capace di intendere e volere ed è attualmente "in grado di partecipare coscientemente al processo".

Secondo l'accusa, il delitto sarebbe scaturito da una condizione di "malessere e insoddisfazione per la terapia indicata e prescritta dalla dottoressa" (di qui l'aggravante dei futili motivi), mentre la crudeltà è stata contestata in quanto l'assassino avrebbe continuato a colpire la dottoressa nonostante questa già fosse inerme sul pavimento, in un lago di sangue.

Il processo è stato aggiornato al 28 ottobre per un'udienza interlocutoria in cui la difesa dell'imputato potrà chiedere integrazioni probatorie.

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