Ucciso nel Ravennate, si indaga sulle ultime ore del 43enne gravinese. Un amico: "Voleva tornare in Puglia per dare una svolta alla sua vita"

Indagini a tutto campo per far luce sull'uccisione di Rocco Desiante, originario di Gravina, trovato morto sabato notte nell'abitazione che occupava a Castiglione di Cervia. A giorni avrebbe dovuto far ritorno in Puglia. La testimonianza dell'amico che l'ha trovato morto

Il luogo dell'omicidio e la vittima - Foto © RavennaToday

In quell'abitazione di Castiglione di Cervia in cui è stato trovato morto in un lago di sangue sabato sera, Rocco Desiante, 43enne originario di Gravina, avrebbe dovuto fermarsi solo qualche giorno. L'uomo, infatti, che fino a poco tempo prima aveva lavorato come pizzaiolo in un locale della zona, aveva programmato di far ritorno a casa, in Puglia.

In questi giorni, le indagini per far luce sull'omicidio si muovono a 360 gradi, cercando di ricostruire le ultime ore di vita dell'uomo e le sue frequentazioni. E' probabile che Rocco conoscesse il suo assassino, e che sia stato lui a farlo entrare in casa. La porta dell'appartamento, infatti, aveva le chiavi inserite dall'interno ed era chiusa, ma soltanto appoggiata, senza doppia mandata. Nella notte tra mercoledì e giovedì i vicini di casa avrebbero sentito rumori provenienti dall'abitazione che potevano far pensare a una rissa violenta. Spetterà ora agli investigatori stabilire se ci sia un nesso tra quei rumori e l'omicidio di Rocco.

L'amico che l'ha trovato morto: "Voleva dare un svolta alla sua vita"

Intanto, in una testimonianza riportata da RavennaToday, uno degli amici di Rocco Desiante, colui che aveva prestato al 43enne la casa in cui è stato trovato morto, ha voluto smentire alcune voci circolate sulla vita della vittima.

"L'ho visto lunedì sera alle 20 - racconta l'uomo - aveva due borse con sè e mi ha chiesto ospitalità dopo aver lasciato il suo alloggio. Sarebbe già partito per tornare a casa in Puglia, ma avendo l'auto col fermo amministrativo non poteva (il veicolo era sotto fermo dopo che Rocco aveva causato un incidente alla guida in stato d'ebbrezza, ndr). Sarebbe dovuto partire giovedì mattina". Ma giovedì mattina, probabilmente, Rocco era già morto. "Lui mi ha detto: "Non ti preoccupare, tanto a breve vengono a prendermi i miei parenti, non vedo l'ora di andare giù e dare una svolta alla mia vita". Aveva intenzione di tornare su tra qualche mese per cercare lavoro nel bolognese". "Era una brava persona - racconta ancora l'amico - aveva un po' di problemi come tutti, ma noi amici gli stavamo vicino. Ne hanno dette di tutti i colori: che aveva giri strani, giri di droghe, che aveva litigato con la compagna... tutto falso. Facendo il pizzaiolo viveva solo di notte, come tutti i lavoratori della riviera, e la gente si fa un'idea sbagliata di chi vive di notte. Si era messo d'accordo di terminare il contratto lavorativo di comune accordo con il proprietario del ristorante perchè era conscio di star vivendo un periodo in cui si era smarrito, aveva bisogno di tornare a casa dai suoi familiari".

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