Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Omicidio Romito a Bari, condanna a trent'anni per il presunto esecutore materiale. Assolto l'altro imputato: era ritenuto mandante

La sentenza emessa dal gup del Tribunale di Bari, Giovanni Anglana: il delitto nel 2004 al quartiere San Paolo. Condannato il 35enne Roberto Boccasile. E' stato invece assolto il 50enne Giorgio Martiradonna, ritenuto dall'accusa il presunto mandante del delitto

E' stato condannato a trent'anni di reclusione Roberto Boccasile, 35 anni, presunto esecutore materiale dell'omicidio di Vito Romito, il 18enne ucciso nel quartiere San Paolo di Bari nel novembre 2004.

La sentenza è stata emessa dal gup del tribunale di Bari, Giovanni Anglana, nell'ambito del processo celebrato con rito abbreviato. Il gup ha inoltre assolto Giorgio Martiradonna, 50 anni, assistito dagli avvocati Nicola Lerario e Carlo Brigida, imputato in quanto presunto mandante de delitto, disponendone l'immediata scarcerazione, anche se resta detenuto per altra causa. 

Per entrambi gli imputati, ritenuti affiliati al clan Capriati, arrestati nel marzo 2020, l'accusa aveva chiesto la condanna a trent'anni. Secondo l'accusa, Romito, considerato contiguo al clan rivale degli Strisciuglio, sarebbe stato ucciso per vendicare l'omicidio, avvenuto pochi giorni prima, del 34enne Antonio Fanelli, ritenuto vicino al clan Capriati.

L'inchiesta sul delitto Romito, precedentemente archiviata, era stata riaperta nel giugno 2017 a seguito delle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, e conclusa nel settembre 2019, portando poi ai due arresti.
 

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