Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Strangolato e gettato in un pozzo, chieste condanne per l'amante e il marito della donna

Prosegue il processo per il delitto di Stefano Melilla, operaio 28enne di Toritto il cui corpo senza vita fu trovato in un pozzo all'interno di un casolare di Binetto il 13 giugno 2016

La Procura di Bari ha chiesto due condanne a 30 anni e a 16 anni di reclusione rispettivamente per il presunto esecutore materiale e per la presunta istigatrice dell'omicidio premeditato dell'operaio 28enne di Toritto Stefano Melilla, il cui corpo senza vita fu trovato in un pozzo all'interno di un casolare abbandonato vicino al campo sportivo di Binetto il 13 giugno 2016. Il processo è in corso di svolgimento dinanzi al gup del Tribunale di Bari Rosa Anna Depalo e vede imputati il 40enne Crescenzio Burdi, reo confesso del delitto accusato anche di occultamento di cadavere, e per concorso morale quale istigatrice la 29enne Addolarata Cuzzi, amante della vittima ed ex moglie dell'assassino. In base all'ipotesi dell'accusa, la donna, per porre fine alla relazione con Melillo, avrebbe convinto il marito ad ucciderlo. Dapprima lo avrebbe attirato nel campo sportivo e poi il marito lo avrebbe prima strangolato con una corda, quindi colpito alla testa con una spranga. Burdi si sarebbe poi disfatto del cadavere gettandolo in una cisterna dopo aver tentato di dargli fuoco.

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