Cronaca

Omicidio stradale, anche a Bari il sit-in dei parenti delle vittime

In centro, in concomitanza con altre città italiane, la manifestazione dei familiari delle vittime di incidenti provocati da pirati della strada per chiedere l'introduzione in tempi brevi del reato. Il testo di legge presentato oggi in commissione giustizia al Senato

Si sono dati appuntamento, a Bari come in altre città italiane, nei pressi della Prefettura. In mano un cartello, "Omicidio stradale subito", e le foto dei loro cari che non ci sono più. Sono i parenti delle vittime di incidenti provocati da pirati della strada, che questo pomeriggio hanno dato vita ad un sit-in, aderendo alla mobilitazione organizzata a livello nazionale per chiedere l'introduzione in tempi brevi del reato di 'omicidio stradale'.

IL SIT-IN - In cerchio, con le foto strette tra le mani, hanno ascoltato in silenzio il lungo elenco di nomi, quelli dei loro familiari, le cui vite sono state tragicamente spezzate da un incidente stradale. Uccisi mentre erano a piedi, in moto, in sella ad una bici, da qualcuno che spesso ha agito con imprudenza, o in maniera irresponsabile, mettendosi alla guida anche in condizioni in cui non avrebbe dovuto. Un dolore aggravato da una giustizia lenta e 'ingiusta', che non punisce in maniera congrua i responsabili di quelle morti. Una manifestazione, quella di oggi, nata proprio dopo l’ennesima sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato la condanna a 21 anni, emessa in primo grado e confermata in secondo grado, all’automobilista che nel 2010 uccise quattro ragazzi francesi, guidando ubriaco per 30 chilometri contromano in autostrada.

"NON VOGLIAMO ALTRE FAMIGLIE DISTRUTTE" - A Bari promotrice dell'iniziativa è stata Francesca Lozito Bucci, madre di Mimmo Bucci, il giovane cantante barese della cover band "La combriccola di Vasco", travolto e ucciso da una moto che procedeva a tutta velocità sul lungomare la sera del 15 maggio del 2007. "Siamo qui oggi per spronare il governo a fare in fretta, ad accogliere finalmente la nostra richiesta, ma anche per spronare la gente comune, anche chi non ha subito una simile tragedia. Oggi qui, purtroppo, ci siamo solo noi, i parenti delle vittime, avremmo dovuto essere di più. La nostra battaglia è per tutti, perchè noi ci siamo già passati, e non vogliamo che altri continuino a vivere quello che abbiamo vissuto noi. Non voglio che altre famiglie siano distrutte".

"La mobilitazione nasce dalla volontà di porre l'importanza di questo tema all'attenzione non solo delle istituzioni ma anche di tutti i cittadini -  le fa eco Nazareno Chimienti del Comitato San Marcello, una delle associazioni che hanno aderito all'iniziativa - E' chiaro che l'istituzione di questo reato non servirà a portare indietro i familiari persi, ma restituisce ai parenti almeno un minimo di giustizia. Sappiamo che molti incidenti scaturiscono dall'irresponsabilità da parte di tanti, che magari si mettono alla guida dopo aver assunto alcol o droghe".

LA LEGGE PRESENTATA OGGI - Oltre all'introduzione del reato di 'omicidio stradale', i parenti delle vittime chiedono che venga previsto 'l'ergastolo della patente', ovvero la revoca permanente del permesso di guida. Una battaglia che conducono da tempo, tornata alla ribalta più che mai all'indomani della tragedia di Monza, in cui un ragazzo di 15 anni ha perso la vita travolto da un suv. E proprio questa mattina, in commissione giustizia del Senato, il senatore del Pd Giuseppe Cucca ha presentato il testo unificato che introduce il reato di omicidio stradale. Il testo prevede che "chiunque ponendosi alla guida di un autoveicolo o di un motoveicolo o di altro mezzo meccanico in stato di ebbrezza alcoolica o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope cagiona per colpa la morte di una persona" venga punito con la reclusione da 8 a 12 anni.

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