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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca Corato

Anziana uccisa in casa a Corato, condannato all'ergastolo il figlio

La sentenza della corte d'Assise di Trani per l'omicidio dell'87enne Teresa Di Palma, avvenuto nel giugno 2017. Condannato il figlio 54enne della donna

Si è concluso con una condanna all'ergastolo per il figlio 54enne il processo, davanti alla Corte d’Assise di Trani, per l’omicidio dell'87enne Teresa Di Palma.

L'anziana venne trovata morta nel letto della sua abitazione in via Marzabotto, a Corato, l'11 giugno 2017. A trovare la donna priva di vita furono due suoi figli, che immediatamente allertarono Carabinieri e 118. 

A seguito dei primi rilievi effettuati sul posto, la Procura di Trani dispose immediatamente il sequestro dell’appartamento e l’esame autoptico della donna. Le indagini, svolte dai carabinieri diretti dalla Procura di Trani, si orientarono subito sull’ipotesi di morte violenta, a causa della presenza di alcune lesioni sul volto dell’anziana. La prima ricostruzione dei fatti e la successiva autopsia confermarono che l'anziana era stata uccisa, con un’azione di soffocamento probabilmente provocato applicando con forza un cuscino sul suo volto.

Dopo circa due anni di indagini, sviluppatesi anche con l’ausilio di accertamenti di natura tecnica come la perizia genetica finalizzata all’estrapolazione dei profili del DNA, disposta dalla Corte di Assise su richiesta della Procura di Trani, ed effettuata sul cuscino e sulle lenzuola della povera donna, uno dei figli, era stato iscritto nel registro degli indagati, per il reato di omicidio volontario.

Diversi elementi sarebbero risultati "determinanti" nella sentenza di ergastolo emessa venerdì scorso, ricordano i carabinieri in una nota. In particolare, la perizia tecnica del medico legale del Policlinico di Bari che, dinanzi alla Corte d’Assise di Trani, ha argomentato e ristretto l’orario del decesso in un arco temporale ben definito, tra le 20.30 e 23.30 di quel 10 giugno 2017. Inoltre, tramite l’analisi dei dati estrapolati dai tabulati telefonici e dei tabulati gps dell’autovettura, veniva definita in quelle ore, la presenza del figlio 54enne sul luogo del delitto. Due circostanze ritenute "inconfutabili" che hanno portato alla sentenza emessa alcuni giorni fa.

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