Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Operai trattati come schiavi: controllati dalle telecamere, costretti a lavorare da mattina a sera per 2 euro all'ora

La scoperta dei carabinieri in un'azienda di import/export gestita da cittadini cinesi a Modugno: nel capannone sette lavoratori stranieri

Costretti a lavorare per almeno dieci ore al giorno, con una paga oraria di 2,20 euro (contro i nove previsti dai contratti collettivi nazionali), costantemente controllati dall'occhio delle telecamere installate dal titolare del capannone, per 'monitorare' le loro prestazioni. Sette operai stranieri - quattro africani e tre cinesi, dei quali 2 irregolari sul territorio nazionale - costretti a lavorare in condizioni di estremo sfruttamento in un'azienda di import/export di Modugno, gestita da due cittadini cinesi, padre e figlio.

Il sistema dello sfruttamento

La scoperta è stata fatta dai carabinieri nel corso di specifici controlli. I militari avevano focalizzato la loro attenzione su un capannone nella zona industriale di Modugno, ove riscontravano, alle prime ore del giorno, un andirivieni di operai di origine africana ed asiatica, a bordo di biciclette o anche a piedi, che raggiungevano il luogo di lavoro per abbandonarlo solo in tarda sera. Al momento del blitz dei militari gli operai erano intenti a scaricare un camion di addobbi natalizi. Veniva, inoltre,  accertato che il titolare era un cittadino cinese, ma di fatto le attività quotidiane erano dirette dal figlio, il quale aveva reclutato gli operai, stabiliva i turni, distribuiva le buste paga e autorizzava le pause. Come accertato dai militari, gli operai non erano stati sottoposti alla prescritta visita medica e non avevano ricevuto alcuna formazione sui rischi per la salute e sicurezza del lavoratore. Il controllo sugli operai era invece preciso e costante, basato su un sistema di telecamere interne che riprendevano tutte le loro prestazioni. Da parte loro, gli operai, bisognosi di lavorar per mantenere le famiglie nei paesi di origine, accettavano le condizioni di sfruttamento. 

Denuncia e sanzioni per 41mila euro

Al termine degli accertamenti l’imprenditore ed “il caporale” sono stati deferiti in s.l. con l’accusa di sfruttamento del lavoro per omessa formazione dei dipendenti sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro e mancata valutazione delle condizioni di salute in relazione all’impiego; per la violazione delle disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare; per il  divieto di assunzione di lavoratori privi di permesso di soggiorno e per il divieto di uso di impianti audiovisivi per il controllo dei lavoratori (l. nr. 300/1970). Contestualmente sono state elevate sanzioni amministrative ed ammende per quasi 41.000,00 euro.

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