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Operazione antimafia in Puglia, 16 arresti: "Soldi dalla Scu per campagna elettorale"

Arresti e sequestri della Direzione investigativa Antimafia tra Mesagne, il Salento, le province di Bari e Pavia. L'inchiesta è partita dalla denuncia di un professionista, consigliere regionale pugliese dal 2000 al 2005

Oltre un centinaio agenti della Dia (Direzione investigativa antimafia di Lecce) stanno eseguendo in queste ore un'ordinanza cautelare nei confronti di 16 soggetti, alcuni dei quali ritenuti appartenenti alla Sacra Corona Unita. In manette anche presunto boss e due persone considerate affiliate alla cosca mafiosa.

Le ordinanze hanno anche colpito 3 imprenditori di Mesagne (Brindisi) e un ex consigliere comunale del paese in provincia di Brindisi. L'operazione è coordinata dalle sedi della Direzione Investigativa Antimafia di Bari, Lecce, Napoli, Catanzaro e Salerno: gli arrestati, dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione di stampa mafioso, usura, estorsione e riciclaggio aggravati. Sequestrati, complessivamente, beni per 1 milione di euro.

L'inchiesta ha preso il via dopo la denuncia di un professionista di Mesagne, dal 2000 al 2005 consigliere regionale pugliese che, avrebbe fatto ricorso a prestiti bancari per ripianare i debiti per la vittoriosa campagna elettorale: quindi, si sarebbe rivolto a uno degli arrestati che l'avrebbe meo in contatto con alcuni presunti esponenti Scu, in modo da ricevere il finanziamento in tempi brevi. Nel 2010, il professionista, volendo partecipare alla campagna per la riconferma in Regione (alla fine non risultò rieletto), avrebbe aggravato ulteriormente la sua esposizione finanziaria comprendendo ultreiori 150mila euro rispetto ai 280mila iniziali, pagando anche interessi usurari tra il 600% e il 1000%.

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