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Operazione antiterrorismo, gli islamici di Puglia: "Crediamo nella giustizia italiana, vero popolo islamico ripudia odio e terrore "

In una nota il commento di Sharif Lorenzini, vicepresidente della comunità islamica pugliese sui fermi antiterrorismo eseguiti oggi a Bari

“Prendiamo le distanze da questo ennesimo episodio che, ancora una volta, mette in cattiva luce il vero popolo islamico, quello che ripudia odio, terrore, violenza, guerra e sangue. Ma al tempo stesso esprimiamo un plauso alle forze dell’ordine, in particolare ai carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale per l’operazione compiuta stamane a Bari con il fermo di polizia giudiziaria di due presunti terroristi che progettavano attentati a Roma, Bari e Londra. Nei confronti delle forze dell’ordine esprimiamo sentimenti di ringraziamento. Perché, sapere che sono stati assicurati alla giustizia persone passate da Bari e presunte affiliate ad un’organizzazione con finalità di terrorismo internazionale, tranquillizza l’intera comunità islamica pugliese”. 

Commenta così l’operazione antiterrorismo messa a segno dai carabinieri, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia, nel capoluogo pugliese, Sharif Lorenzini Presidente della Comunità Islamica d'Italia (CIDI), Vice Presidente della Comunità Islamica di Puglia, Vice Presidente del Consiglio Supremo dell’Islam in Italia (CSI).
 
“Come sappiamo benissimo – ribadisce Lorenzini – si tratta di un provvedimento restrittivo che costituisce la prima fase di un lungo percorso giuridico. Sarà, dunque, il processo, come prevede la legge italiana, e in particolare il terzo grado di giudizio fino alla Cassazione a stabilire se questi fratelli fermati sono realmente colpevoli di aver fatto parte di una cellula terroristica. Non spetta a noi giudicare e stabilire le loro responsabilità. Né tanto meno – sostiene Lorenzini – non credo sia il caso di dar vita a processi mediatici, condannando in generale tutto il popolo islamico ed esprimendo giudizi di natura pregiudizievole e discriminatori”.

Ancora una volta per Lorenzini si torna a parlare di terrorismo e di coinvolgimento della terra di Bari.

“Più volte ha ribadito – dichiara Lorenzini – e lo affermo anche in questa occasione si tratta di un fenomeno che ha un’origine di carattere culturale. Come ho ripetutamente detto al sindaco Decaro spetta a noi andare a scovarlo questo fenomeno, laddove è presente; ma siamo certi di affermare che, senza dubbio, si trova negli ambienti di svantaggio sociale, dove ci sono coloro che possono sentirsi emarginati. Per questo io, come rappresentante della Comunità, insieme agli imam dei Centri Islamici, delle Moschee di tutta la Puglia e ai miei più stretti collaboratori, siamo da mesi al lavoro per studiare nuove strategie a sostegno dell’integrazione, della pace e della civile convivenza tra popolazioni di diverse religioni. 
Già da qualche mese, dopo il tremendo attentato al Bataclan di Parigi – abbiamo ribadito la nostra disponibilità al dialogo e alla collaborazione con l’intelligence italiana perché siamo convinti che noi, in primis, abbiamo il dovere di individuare questi soggetti emarginati per recuperarli socialmente, aiutandoli a sanarsi da un punto di vista socio culturale e per fare in modo che diventino cittadini attivi nella società”.

Tuttavia, occorre anche in questo contesto, e in particolare, nell’operazione odierna cercare di non azzardare ipotesi circa la colpevolezza di questi fratelli. “E’ nostro dovere aspettare il responso dei giudici – sostiene Lorenzini – noi siamo garantisti e aspetteremo fino all’ultimo giudizio della Magistratura Italiana. Solo allora potremo avere un quadro chiaro della situazione e attribuire loro le reali responsabilità. Per questo –ha ribadito Lorenzini –ribadiamo la nostra disponibilità a segnalare soggetti a rischio perché rappresentano un pericolo per la stessa comunità oltre che per tutti i cittadini baresi. Lo dicono il Corano e le parole del Profeta di Allah Mohammed, secondo le quali è necessario aiutare il fratello musulmano sia quando subisce un’ingiustizia, sia quando la compie, evitando che la compia.

Infine ancora oggi  rinnoviamo l’appello lanciato qualche mese fa al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro degli Interni, Angelino Alfano, al ministro della Difesa, Roberta Pinotti e all’intero governo italiano: “Siamo disposti a scendere in campo e a sostenere concretamente il governo italiano per evitare che l’Isis possa uccidere ancora. Siamo disponibili ad aprire un tavolo tecnico con le istituzioni nazionali e locali con lo scopo di fornire collaborazione piena per aiutare l’intelligence italiana a fermare queste mani armate che continuano a spargere sangue. Lo faremo – sostiene Lorenzini – mettendo a disposizione la nostra piena disponibilità e consapevolezza affinchè si giunga davvero a capire chi e cosa arma questi giovani che imbracciano potenti fucili premendo il grilletto in nome di un Dio che forse neppure conoscono”.
 

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