Associazione mafiosa, droga, armi: al via processo ai clan Capriati e Diomede-Mercante, 90 imputati

Nel giugno 2018 l'operazione 'Pandora', che portò alla luce anche collegamenti con altri gruppi criminali, non solo pugliesi. Tra gli imputati che hanno sceltto il rito abbreviato anche i boss Nicola Diomede e Domenico Conte

I collegamenti con le altre organizzazioni criminali pugliesi e i contatti con 'Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra per la droga, i tentativi di mettere le mani sul mercato dei fiori di Terlizzi. E poi furti, rapine, tentati omicidi. Quindici anni di reati, imputati ai clan Diomede-Mercante e Capriati di Bari.

Il processo con rito abbreviato, scaturito dall'operazione 'Pandora' che nel giugno 2018 portò all'arresto di 104 persone, è cominciato dinanzi al gup del Tribunale di Bari, con le richieste di costituzione di parte civile dei Comuni di Bari e Terlizzi e dell'associazione Antiracket. Tra i novanta imputati ci sono anche i boss di Bari e Bitonto, Nicola Diomede e Domenico Conte. Altre dieci persone sono a processo con rito ordinario.

Le accuse formulate dalla Dda di Bari sono, a vario titolo, di associazione mafiosa pluriaggravata, tentati omicidi, armi, rapine, furti, lesioni personali, sequestro di persona e violazioni della sorveglianza speciale. La prossima udienza, nell'aula bunker di Trani, è fissata al 22 maggio. 

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