Dai sequestri ai clan ai controlli sul gioco d'azzardo: il report di 16 mesi di operazioni della Guardia di Finanza

L'attività svolta dai finanzieri, da gennaio 2017 a maggio scorso, è stata riportata durante la celebrazione per il 244esimo anniversario dalla nascita del Corpo. Ecco alcuni degli interventi nella provincia

"Indirizzare l’azione di contrasto verso i fenomeni più gravi ed insidiosi; privilegiare strategie investigative trasversali; aggredire sistematicamente i patrimoni dei soggetti dediti ad attività criminose e contrastare i traffici illeciti via mare". Sono queste le direttrici su cui si è concentrato il lavoro della Guardia di Finanza in Puglia tra gennaio dello scorso anno e maggio del 2018.

Il 244esimo anniversario del Corpo

Sedici mesi di operazioni, ripercorsi durante la cerimonia per il 244esimo anniversario del Corpo, tenutasi in mattinata all’interno della Caserma “M.A.V.M. Giovanni Macchi”, storica sede a Bari del Comando Regionale Puglia. All'evento, presieduto dal comandante regionale della Guardia di finanza, il generale Vito Augelli, hanno partecipato anche delle massime Autorità civili e militari del capoluogo, oltre a una rappresentanza di finanzieri in servizio nei reparti alla sede.

”Evasione fiscale, frodi nella percezione di fondi pubblici, contrabbando, gioco illegale, riciclaggio, infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale, traffici di esseri umani e di stupefacenti, finanziamento al terrorismo - ha spiegato Augelli - sono solo alcune delle forme di illegalità in grado di mettere a dura prova la stabilità del sistema, non solo a livello domestico ma anche in chiave transnazionale". Ha poi spiegato che "l'azione di contrasto che svolgono i reparti del Corpo è funzionale non solo ad individuare i patrimoni illeciti ed a recuperare gettito fraudolentemente sottratto a tassazione, ma, anche e soprattutto, a tutelare le imprese sane, le loro potenzialità competitive ed i livelli di occupazione che esse sono in grado di assicurare".

Le operazioni nel Barese

Tante le operazioni che hanno coinvolto la provincia di Bari. Nell’ambito dell’operazione “MITICA”, ad esempio, il 18 ottobre scorso i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bari hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari per nove persone, accusate di associazione per delinquere finalizzata all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, alla dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, alla dichiarazione infedele e  all’omessa dichiarazione ai fini delle imposte dirette e dell’ I.V.A., all’occultamento e alla distruzione di documenti contabili nonché per i corrispondenti reati-fine ed il delitto di simulazione di reato. In totale il profitto realizzato sarebbe di oltre 18 milioni di euro.

A marzo scorso con l’operazione “SHARP”, è stata invece individuata un’associazione a delinquere formata da otto persone nella provincia di Bari, dedita alla realizzazione di frodi fiscali e truffe. In particolare due società baresi, attive nella fabbricazione di imballaggi in materie plastiche, dal 2012 avevano ceduto beni senza applicare l'Iva per un totale di 1,7 milioni di euro evasi.

Attività di contrasto anche al gioco d'azzardo: il 26 e 27 marzo scorso sono stati eseguiti 146 interventi, di cui 24 irregolari, nel corso dei quali sono stati sequestrati, complessivamente, un locale commerciale completamente abusivo e 59 apparecchiature elettroniche, tra terminali informatici e personal computer, con la verbalizzazione di 32 soggetti.

Difesa della spesa pubblica e contrasto ai clan

Sul tema della difesa della spesa pubblica si può ricordare l'operazione del primo febbraio scorso, in cui il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bari diede esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali emessa dal Tribunale di Bari nei confronti di una società di trasporti pubblici pugliese, che avrebbe messo in piedi un sistema di affidamenti ad personam di incarichi professionali e di appalti per servizi, lavori e forniture, con un danno di circa 300 milioni di euro.

Sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata si può ricordare anche l'intervento dei finanzieri della Tenenza di Molfetta, che il 7 dicembre scorso sequestrarono a due molfettesi - ritenuti socialmente pericolosi - conti bancari, aziende, immobili, auto per un importo complessivo di quattro milioni di euro , ritenute provento di diversi reati. Tra questi traffico di droga, l’estorsione, l’usura continuata ed aggravata, la ricettazione nonché l’introduzione ed il commercio nel territorio dello Stato di prodotti con segni falsi.

I decreti di confisca hanno colpito anche il capoclan della famiglia Parisi di Japigia, Savinuccio Parisi, al quale sono stati sequestrati l'11 aprile scorso, su provvedimento della Corte di Appello di Bari, due ville ubicate nel territorio di Torre a Mare, un'autovettura, due motocicli, cinque cavalli da corsa, vari orologi di lusso e due rapporti finanziari, per un valore stimato complessivo di oltre un milione e 200mila euro.

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