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Cronaca

"Scuole chiuse dove si superano i parametri dell'ultimo dpcm": l'ordinanza attiva nel Barese fino ad aprile

Stop alle lezioni in presenza anche nel Tarantino fino al 6 aprile. In una nota, il governatore invoca un passaggio di zona rischio nelle due province dove i contagi sono in aumento

"Credo che ci siano le premesse per l'adozione da parte del governo di un passaggio in zona di rischio più elevata, con misure più stringenti per le province di Bari e di Taranto rispetto al resto della Puglia, che comunque è in generale peggioramento, con relativa chiusura della didattica in presenza in tutte le scuole ovunque siano rilevati superamenti dei parametri previsti dall'ultimo dpcm del governo, come stiamo già facendo oggi con ordinanza per le province di Bari e Taranto, e in altre se si dovessero verificare superamenti nelle prossime settimane". Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, fornisce i primi dettagli sulla nuova ordinanza restrittiva che interesserà anche il Barese, dove si è registrato un aumento considerevole dei casi Covid.

Stop alle lezioni in presenza nel Barese

In particolare nel Barese e Tarantino, dal 12 marzo al 6 aprile, "sono sospese le attività dei servizi educativi dell’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 - si legge nell'ordinanza - e le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado si svolgono esclusivamente con modalità a distanza. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell'istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall'ordinanza del Ministro dell'istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata". Inoltre, come segnalano da Regione, le ostituzioni scolastiche devono comunicare, ogni lunedì della settimana, all’Ufficio Scolastico Regionale e al Dipartimento della Salute, attraverso la procedura predisposta sulla piattaforma www.studioinpuglia.regione.puglia.it, il numero degli studenti e il numero del personale scolastico positivi al COVID-19 o in quarantena, nonché tutti i provvedimenti di sospensione dell’attività didattica adottati a causa dell’emergenza Covid; d) le Istituzioni Scolastiche devono garantire, nell’ambito della propria autonomia organizzativa, le adeguate condizioni utili a consentire una idonea erogazione e fruizione della didattica digitale integrata. Ogni conseguente adempimento, ove necessaria una implementazione tecnologica ai fini della suddetta idonea erogazione e fruizione della didattica digitale integrata, deve avvenire con l’urgenza del caso".

Niente consumazioni dopo le 18

L'ultima ordinanza firmata dal governatore Emiliano vede anche altre limitazioni, queste invece allargate a tutta la Puglia. "Fermo restando l’obbligo di distanziamento interpersonale di almeno un metro, è vietato lo stazionamento all’aperto, presso gli spazi antistanti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, le piazze, le pubbliche vie, i lungomare e i belvedere, se non si è in solitudine o non si è in compagnia di persone che fanno parte del proprio nucleo familiare o convivente, se non per per usufruire di servizi essenziali" prosegue la nota. I sindaci potranno comunque disporre la chiusura al pubblico di strade o piazze nei centri urbani, "allorquando valutino sussistente il rischio di assembramento, per tutta la giornata o in determinate fasce orarie, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private". I primi cittadini potranno comunque adottare altre misure restrittive sul territorio. Sempre fino al 6 aprile, inoltre, rimane comunque il divieto di consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico dopo le 18, mentre in tutti i giorni festivi e prefestivi dopo le ore 18 è comunque vietato l’asporto di bevande da distributori automatici o da qualsiasi esercizio attività commerciale, autorizzati alla somministrazione, "ad eccezione degli esercizi di cui all’articolo 27 comma 5 del dpcm 2 marzo 2021. Resta fermo il divieto di asporto dopo le 18,00 anche da tutti soggetti che abbiano come attività prevalente una di quelle identificate dal codice  ATECO 56.3" conclude l'ordinanza.

Il commento sui dati

In particolare, come ricordato in una nota dal governatore "i dati aggiornati ad oggi relativi al flusso aggregato della Protezione civile rappresentano un valore di incidenza settimanale regionale pari a 222 casi per 100.000 abitanti, aumentati del 22% rispetto ai 7 giorni precedenti. Solo due settimane fa il valore era di 135 casi per 100.000 abitanti. Lo stesso tasso di incidenza di Bari, negli ultimi 7 giorni, è ulteriormente cresciuto fino a 323 casi per 100.000 (+26%). A Taranto è pari a 285 per 100.000, con una crescita del 29%". Dati che hanno indotto la Regione a inviare nella nottata di ieri al ministro della Salute, Roberto Speranza, una nota nella quale si spiega "che la terza ondata è arrivata anche in Puglia e preannunciamo che stiamo superando tutti i parametri, soprattutto nelle province di Bari e Taranto: ma la crescita dell'epidemia è vorticosa e comincia a interessare anche altre province" assicura il governatore.

Una situazione di crescente complessità, come mostrano anche gli altri dati forniti alla Regione: l'indice di replicazione diagnostica al 6 marzo, ad esempio, (un indicatore simile all’Rt ma che può essere calcolato più tempestivamente) si attesta su valori di 1.22, indicando che, in assenza di misure mirate a limitare al minimo indispensabile la circolazione delle persone e i contatti interpersonali il livello di incidenza settimanale tra 14 giorni potrebbe superare, anche a livello regionale, i 300 casi per 100.000 abitanti. "Si tratta di una previsione drammatica che farebbe salire spaventosamente ricoveri e decessi - assicura Emiliano - Tale condizione incide in modo rilevante sulla rete dei posti letto covid: le riunioni giornaliere di monitoraggio dei posti letto COVID hanno già registrato un aumento dei ricoveri dei pazienti COVID, tali da determinare una quasi completa saturazione dei posti letto dedicati nelle province di Bari e Taranto". Anche nelle altre province pugliesi, comunque, se la curva epidemica dovesse continuare la sua progressione, si determinerà un ulteriore incremento di richiesta di ricovero e queste ultime non potranno più soccorrere quelle di Bari e di Taranto.

"Assai problematica rischia di diventare anche la gestione dei posti letto no-Covid che continuano ad essere sacrificati per la necessaria devoluzione di posti letto alla rete covid - conclude Emiliano - La capacità espansive della rete ospedaliera, sono ormai al massimo della loro estensione a causa della mancanza di personale. Sarà quindi indispensabile un maggiore supporto dei Medici di Medicina Generale e dei Dipartimenti di prevenzione per la assistenza domiciliare dei malati Covid".

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