Avvelenati con l'insetticida, Oscar e Mamy vittime della crudeltà umana: "Adottati da un intero quartiere, gesto assurdo e intollerabile"

Il caso dei due meticci a Gravina: lui non ce l'ha fatta, lei è stata salvata grazie ai volontari. L'indignazione della comunità, il Comune: "Indagini avviate, pronti a costituirci parte civile in un eventuale processo"

Da sinistra: Oscar e Mamy

Oscar e Mamy, compagni da una vita. Meticci di pastore belga lui, di maremmano lei. Dotati di microchip registrati a nome del Comune ed affidati alle cure dei volontari dell’Anpa e della Lega del Cane, da anni erano le mascotte del quartiere Santi Pietro e Paolo. "Sabato scorso mani assassine li hanno avvelenati", raccontano dal Comune di Gravina. Subito soccorsi, hanno conosciuto destini diversi: Oscar non ce l’ha fatta, Mamy è sopravvissuta. E decine di persone sono scese in strade in preda a commozione e rabbia.

I dettagli della vicenda emergono dalla ricostruzione effettuata dall’assessorato alla tutela del randagismo, guidato da Pino Laico, personalmente intervenuto in zona insieme alla Polizia Locale ed ai veterinari dell’Asl appena ricevuta la segnalazione. I fatti si sono verificati nella mattinata del 21 Dicembre, tra le 8 e le 9, quando alcuni passanti del popoloso quartiere gravinese si sono accorti delle sofferenze dei due cani. I veterinari dell’azienda sanitaria, arrivati da Andria, però, non hanno potuto far altro che constatare il decesso di Oscar, dovuto ad avvelenamento da insetticidi. Una fine orribile, alla quale Mamy è stata sottratta solo grazie al tempestivo aiuto fornitole dai volontari di Anpana e Lega del Cane, mentre per strada si radunava una piccola folla sospesa tra ira e disperazione. 

«Si è trattato con ogni probabilità di un avvelenamento per mano umana», conferma l’assessore Laico. «Gli elementi sin qui raccolti da medici e forze dell’ordine – prosegue l’assessore – confortano questa tesi, anche se si resta in attesa di conoscere gli esiti dell’esame autoptico, demandato agli specialisti dell’istituto zoo profilattico di Foggia. Siamo insomma davanti ad uno scenario agghiacciante: qualcuno, deliberatamente, ha deciso di condannare a morte due cani docili e innocui, da tempo di fatto adottati da un quartiere intero. Un comportamento assurdo ed intollerabile». 

Aggiunge Laico: «Nell’invitare i cittadini a prestare maggiore attenzione ai propri cani, non potendosi escludere la presenza di altre esche o bocconi avvelenati che potrebbero essere sfuggiti ai controlli in corso nel quartiere, anticipiamo fin d’ora che se le indagini, per come auspichiamo, dovessero portare all’individuazione del responsabile, il Comune si costituirà parte civile nel processo che ne seguirà: lo dobbiamo ad Oscar ed alla battaglia per l’affermazione dei diritti degli animali».

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