Stop ai processi a Bari fino al 30 settembre, i vertici della Corte d'Appello: "Decreto condivisibile"

Il presidente Cassano e il procuratore generale Tosto sono stati auditi dinanzi alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati a Roma. Il palazzo di via Nazariantz dovrà essere sgomberato entro fine agosto

Il decreto che sospende a Bari i processi penali non urgenti fino al 30 settembre prossimo data l'inagibilità del Tribunale di via Nazariantz, da sgomberare entro fine agosto, è "condivisibile": a difendere il dl (da convertire in legge) nel corso di un'audizione a Roma dinanzi alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, il presidente della Corte d'Appello di Bari, Franco Cassano e il procuratore generale della stessa Corte, Anna Maria Tosto che hanno sottolineato gli aspetti positivi del provvedimento chiesto dal ministro Alfonso Bonafede dopo un decennio "di inerzia" sulla vicenda. Secondo Cassano, "un doppio trasloco metterebbe a rischio i processi, anche solo per il pericolo che si perdano carte" e che oramai "il panico in città si è scatenato e nessuno vuole più assumersi responsabilità"

In via Nazariantz sgomberata la 'tendopoli' della Giustizia

"L’urgenza - ha aggiunto Cassano - è ora che entro il 31 agosto il palazzo di via Nazariantz dovrà essere sgomberato, salvo un intervento del Tar" dinanzi al quale l’ordinanza del Comune è stata impugnata dai proprietari del palazzo, "con il rischio che a quella data la giustizia penale si fermi in metà della regione Puglia" essendo Bari una sede distrettuale. Nei prossimi giorni saranno auditi, dalla stessa Commissione, il presidente del Tribunale di Bari, Domenico De Facendis, il procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno, rappresentanti dell’avvocatura e dell’Anm oltre al sindaco di Bari, Antonio Decaro.

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Nella giornata di oggi, intanto, Commissione ha ascoltato anche il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Bari, GiovannI Stefanì: "Nel concreto proponiamo - ha spiegato Stefanì - che il decreto-legge, in sede di conversione, accolgadue emendamenti: col prima chiediamo che il Parlamento conferisca al ministro poteri straordinari e in deroga rispetto alle leggi vigenti, sia in termini di procedure che di stanziamento di risorse, per intervenire, requisire o recuperare l’immobile che sarà scelto al termine della ricerca di mercato. Chiediamo, inoltre, che siano procrastinati di almeno tre mesi, e sicuramente dopo il 30 settembre, i termini per gli adempimenti fiscali degli avvocati del foro barese: se per tre mesi  - ha concluso - è stata sospesa l’attività professionale, è giusto procrastinare dello stesso periodo anche le obbligazioni nei confronti dello Stato".

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