Emergenza Palagiustizia, magistrati e avvocati riuniti per superare l'empasse: "Situazione grave e qualcuno ne ride"

L'obiettivo dell'incontro tenutosi nel tribunale civile di piazza De Nicola, arrivare alla creazione di un documento unico da presentare al Ministero. L'onorevole Sisto: "Ho presentato denuncia per interruzione di pubblico servizio"

"Abbiamo un grosso problema: non sappiamo cosa fare". Parole di sconforto, che aprono l'intervento del procuratore Francesco Giannella nella sala consiliare dell'Ordine degli avvocati di Bari, all'interno del Tribunale Civile di Bari. L'unico ancora attivo a pieno regime. Del Tribunale penale di via Nazariantz la sorte, invece, è incerta, ancora più dopo la dichiarazione del sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi, che di fatto rende nulla la proroga dello sgombero annunciata dal sindaco di Bari Antonio Decaro.

"Si ride della nostra situazione"

Una situazione di emergenza, di cui si è discusso in mattinata nella struttura di piazza Balenzano, in un incontro che ha visto presenti non solo rappresentanti dell'avvocatura e della magistratura barese, ma anche della politica, dai senatori ai consiglieri metropolitani e comunali. "Qui tra pochi giorni vedremo i magistrati per la strada - spiega il presidente della Camera Penale, Gaetano Sassanelli - Ieri vidi un gip che non poteva sedersi a una scrivania perché il collega doveva completare un atto". "Siamo qui per raccontare gli enormi disagi per gli avvocati - ha puntualizzato il presidente dell'Ordine forense, Giovanni Stefanì - ma anche per ricordare che la prima categoria colpita è quella dei cittadini. I baresi hanno diritto ad avere una sede della giustizia".

La richiesta, unanime, è che si arrivi subito a rendere operativa una 'soluzione ponte' disponibile già nei prossimi giorni, mentre non arrivano notizie sull'effetiva data di agibilità degli immobili di via Brigata e della sede distaccata di via Modugno. "A Modugno hanno sistemato sette postazione, ma c'è una sola presa di corrente. Prima di gennaio non si potrà celebrare un processo" constata amareggiata Rossella Calia Di Pinto, presidente della prima sezione del Tribunale

L'Anm Bari: "Serve un commissario"

È il procuratore aggiunto Giannella a spiegare la situazione paradossale che si è venuta a creare nell'opinione pubblica. "Mentre eravamo tra le tende sentivo le persone ridere - ha ricordato - per alcuni tutta questa protesta è stata inscenata da noi magistrati per avere uffici con poltrone più comode". La realtà invece è ben più drammatica: "Noi ci potremo trasferire - ricorda Giannella - ma i faldoni dei processi e il personale amministrativo è ancora in via Nazariantz. Senza di loro non possiamo portare avanti indagini o processi. Siamo nulla senza di loro".

Sisto: "Ho presentato una denuncia in Procura"

All'incontro hanno partecipato anche senatori e consiglieri metropolitani e comunali di diverse fazioni politiche, "proprio perché non volevamo che la questione fosse strumentalizzata" ha spiegato Sassanelli. La prima a parlare è stata la senatrice pentastellata Angela Bruna Piarulli che ha confermato la presenza di un provvedimento ministeriale che supera quanto indicato nell'ordinanza del primo cittadino: "Non voglio entrare nei meandri di competenza del Ministero. Ora la priorità - ha spiegato al microfono di BariToday - è collaborare tutti insieme per pensare all'obiettivo finale. Questo perché non è un caso improvviso, bensì una questione atavica quella della sicurezza dell'immobile".

C'è chi, invece, come l'onorevole Francesco Paolo Sisto (Forza Italia) si è già mosso per cercare i colpevoli di questa situazione. "Ho presentato una denuncia per interruzione di pubblico servizio. E' un reato punito anche a titolo di dolo eventuale. Ora è il momento che la Procura da soggetto passivo diventi protagonista e sia capace di proporre dei provvedimenti che garantiscano un minimo di sopravvivenza alla giustizia penale".

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