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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Palazzina del Provveditorato sul lungomare, il comitato non molla: "Nessuna sanatoria per gli abusi edilizi di Stato"

Alla vigilia della Conferenza dei servizi chiamata ad esprimersi nuovamente sull'ampliamento della struttura, il comitato 'Parco del Castello' ha scritto agli enti coinvolti per segnalare "il carattere abusivo insanabile dell’edificio"

"Gli abusi edilizi, ai sensi delle leggi vigenti, non possono essere sanati né tanto meno ampliati; questo, secondo le istituzioni repubblicane, vale sia per i singoli cittadini che per le istituzioni statali". Il comitato 'Parco del Castello' torna sulla vicenda della palazzina del Provveditorato Opere Pubbliche, costruita sul lungomare De Tullio. Alla vigilia della Conferenza dei servizi chiamata domani ad esprimersi sulla conformità della struttura rispetto al vincolo in cui ricadrebbe l'opera, il comitato, attraverso il proprio legale, l'avvocato Luigi Paccione, ha inviato un 'atto di significazione' agli enti coinvolti. Nel documento, viene ripercorsa la vicenda relativa alla realizzazione della palazzina, sottolineando "il carattere abusivo insanabile dell'edificio".

"Ricordiamo - scrive in una nota Andrea Guarnieri Calò Carducci, presidente del comitato che riunisce 38 associazioni - che il precedente procedimento penale nei confronti dei funzionari della Soprintendenza fu archiviato, pur riconoscendo nei loro confronti una colpevole ignoranza, per mancanza del dolo; domani i funzionari della Soprintendenza insieme a quelli di tutte le altre istituzioni, nell’esprimere il loro nuovo parere, non potranno beneficiare della colpevole ignoranza in quanto il carattere abusivo dell’edificio preesistente è noto e certificato". 

Pochi giorni fa, il Comitato, assistito dall'avvocato Paccione, ha presetato un ulteriore esposto alla Procura per spiegare che la palazzina del Provveditorato Opere Pubbliche sul lungomare di Bari "è ancora utilizzata come sedi operative a 14 mesi di distanza" dalla sentenza del Consiglio di Stato che a luglio 2018 ha decretato l'illegittimità dell'autorizzazione per il suo ampliamento.

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