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Poesia, colori ed arte: sul Lungomare dieci panchine diventano 'parlanti'

Inaugurate le nuove sedute completamente rivisitate dai ragazzi dell'Accademia delle Belle Arti, ispirati dalle frasi letterarie scelte dai detenuti del carcere del capoluogo: "Presto saranno ristrutturate altre panchine"

Disegni, colori e messaggi poetici: sono state inaugurate le 10 panchine del Lungomare Nazario Sauro di Bari, completamente rivisitate da nove studenti dell'Accademia delle Belle Arti di Bari, coordinati dalla professoressa Anna De Francesco, cultrice della materia del corso di Tecniche e Tecnologie della decorazione. L'iniziativa 'Talking Bench' (letteralmente panchine parlanti, ndr) è stata realizzata dall’Assessorato comunale alle Culture e dall’ufficio del Garante regionale per i diritti dei detenuti in collaborazione con la Casa circondariale di Bari e l’Accademia. Al progetto ha preso parte anche PopHub che ha realizzato un laboratorio di lettura nel carcere barese dove i detenuti hanno selezionato frasi da celebri romanzi, poi scritte sulle sedute di fronte al mare. Il lavoro dei ragazzi è durato circa 1 mese, nonostante il maltempo e qualche atto vandalico ad opera di cittadini incivili.

“Attraverso queste opere d’arte - ha affermato l'assessore cittadino alle Culture, Silvio Maselli - i detenuti, in seguito al corso durante il quale hanno letto alcuni libri ambientati nella nostra città, hanno avuto l’occasione di esprimere il proprio istinto, ispirato alla voglia di libertà e impresso su queste panchine. Sono molto soddisfatto per il risultato finale di questo progetto e non solo per questo. Nell’augurarmi che questi ragazzi facciano una straordinaria carriera e possano lasciare a Bari le loro opere future che i baresi dovranno tutelare e conservare, sono felice di comunicarvi che, grazie a questo splendido lavoro, sia l’associazione Ambiente Puglia sia l'Ing. Domenico Di Paola hanno manifestato il desiderio di finanziare il prosieguo del progetto su altre panchine del lungomare. Ovviamente l’amministrazione comunale ha immediatamente dato la propria totale disponibilità a sostenerlo. Questa è la dimostrazione che la bellezza è un enzima che consente a ciò che ci circonda di migliorare, e alle città di crescere”.

“Il progetto è nato da una visione avuta una sera di due anni fa - ha detto Maria Paola Spinelli -. Mentre passeggiavo sul lungomare ho osservato queste panchine così vissute e ho pensato che si sarebbe potuto animarle con delle voci. Parlandone con Silvio Maselli, che ne è stato subito entusiasta, pensammo che quelle voci sarebbero potute appartenere ai detenuti, voci che, appunto, dall’interno delle carceri giungono forti al di fuori dei luoghi di reclusione. Così è nato Talking bench, composto da un restyling grafico-artistico realizzato dagli studenti dell’Accademia e da un laboratorio letterario tenuto in carcere da Mariangela Taccogna. Si caratterizza per la sua composizione fatta di immagini e parole, e questo è l’esito ottenuto grazie allo straordinario lavoro dei ragazzi coordinati da Anna De Francesco”.

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