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Foto Crediti Ansa

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"Non c'è alternativa alla pace" nel Medio Oriente: la preghiera comune di Papa Francesco e dei Patriarchi nel nome di San Nicola

Il messaggio finale di una lunga giornata all'insegna del dialogo tra confessioni e culture diverse: sul lungomare l'abbraccio delle decine di migliaia di fedeli. Sul sagrato della Basilica volano le colombe fatte librare in volo dai bambini

Una pace da coltivare "anche nei terreni aridi delle contrapposizioni, perché oggi, malgrado tutto, non c'è alternativa possibile alla pace". Papa Francesco e i Patriarchi orientali, sul sagrato della Basilica di San Nicola, per dare una nuova speranza al Medio Oriente martoriato dalle guerre: è il messaggio finale di una giornata da ricordare per l'importanza storica, politica e religiosa dell'incontro tra i leader di confessioni diverse che per secoli non si sono mai parlate. Un dialogo riallacciato a metà del secolo scorso, sempre più forte e fervido di contenuti e risultati. A Bari, a pochi passi dalla tomba di San Nicola, luogo ecumenico per eccellenza, il Pontefice e i Patriarchi hanno dialogato per oltre due ore, invocando stabilità per una regione cerniera del mondo, dove il caos e  i conflitti provocano conseguenze globali. Lì "la guerra - ha detto Papa Francesco leggendo il messaggio in comune con gli altri leader cristiani - è la piaga che tragicamente assale quest'amata regione. Ne è vittima soprattutto la povera gente. Pensiamo alla martoriata Siria". Un messaggio ricco di riflessioni, al termine di una mattinata intensa, cominciata con l'arrivo del Papa in elicottero sul piazzale Cristoforo Colombo, la preghiera comune con i Patriarchi e l'accensione della lampada uniflamma davanti alla tomba di San Nicola. l'incontro e l'abbraccio dei fedeli sulla rotonda di largo Giannella e quindi le due ore e oltre di confronto nella Basilica.

Sul lungomare con i fedeli: in 70mila per Papa Francesco

VIDEO: L'ARRIVO DI PAPA FRANCESCO IN BASILICA

L'omaggio in Basilica, l'incontro con i fedeli, la preghiera per la pace: il videoracconto della visita

La pace, dunque, come cammino comune per le genti del Medio Oriente. Per ottenerla, ha aggiunto il Pontefice, "è essenziale che chi detiene il potere si ponga finalmente e decisamente al vero servizio della pace e non dei propri interessi. Basta ai tornaconti di pochi sulla pelle di molti! Basta alle occupazioni di terre che lacerano i popoli! Basta al prevalere delle verità di parte sulle speranze della gente! Basta usare il Medio Oriente per profitti estranei al Medio Oriente!". Papa Francesco ha sottolineato, inoltre che "le tregue garantite da muri e prove di forza" non "porteranno la pace" da ottenere attraverso "la volontà reale di ascolto e dialogo"

VIDEO: IL VOLO DELLE COLOMBE SUL SAGRATO DELLA BASILICA

La devozione dei fedeli: "Non ho dormito stanotte, come quando si attende chi si ama"

Infine, un pensiero a Gerusalemme, "città per tutti i popoli, città unica e sacra per cristiani, ebrei e musulmani di tutto il mondo, la cui identità e vocazione va preservata al di là delle varie dispute e tensioni, e il cui status quo esige di essere rispettato secondo quanto deliberato dalla Comunità internazionale e ripetutamente chiesto dalle comunità cristiane di Terra Santa. Solo una soluzione negoziata tra Israeliani e Palestinesi, fermamente voluta e favorita dalla Comunità delle nazioni, potrà condurre a una pace stabile e duratura, e garantire la coesistenza di due Stati per due popoli". Il lancio finale delle colombe, da parte dei bambini, è stato un ulteriore messaggio per invocare quella pace che tutti attendono da anni, nel nome di Nicola, santo che unisce culture e genti.

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