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Palazzina Santa Chiara, doppio abusivismo? I Comitati: "Stop cantiere, abbattere"

Carte risalenti al 1954, scovate dalle associazioni che si oppongono alla costruzione dell'edificio a due passi dal Castello, dimostrerebbero come anche la prima palazzina avrebbe infranto il vincolo paesaggistico. Paccione: "Situazione di gravità inaudita"

"Abusivo" non solo il palazzo attualmente in costruzione, ma anche "la sede edificata nel 1955". Il Comitato Parco del Castello, impegnato nella battaglia per bloccare il cantiere dell'ampliamento del quartier generale del Genio Civile di Puglia e Basilicata, spulcia le carte impolverate negli archivi romani e scopre nuovi dettagli che confermerebbero le tesi dei difensori del vincolo paesaggistico, in vigore fin dal 1930. A spiegarlo, proprio le associazioni coinvolte, datesi appuntamento, questa mattina, nei giardini Isabella D'Aragona.

"Siamo andati a vedere  - racconta Andrea Guarnieri, presidente del Comitato Parco del Castello - le carte dell'epoca riguardanti la costruzione della prima palazzina, nel 1955. Un anno prima ci fu una richiesta da parte del Sovrintendente di allora al Ministero della Pubblica Istruzione (all'epoca responsabile per le Belle Arti), per un parere dopo richieste pressanti dal Ministero dei Lavori Pubblici per la costruzione della palazzina. Dopo alcune valutazioni negative, compresa quella del Consiglio superiore delle Belle Arti, il ministro disse no. Nonostante ciò, in qualche modo a noi non ancora chiaro, cominciarono lo stesso i lavori, pensando di spostare leggermente l'edificio e dicendo di aver quindi rispettato il vincolo. Da quel momento tutto è stato 'addormentato' e siamo giunti alla situazione attuale". 

L'esposto presentato ad agosto 2014 è attualmente al vaglio della Magistratura, la quale ha prorogato le indagini per altri 6 mesi: tre le persone indagate per abuso d'ufficio, tra cui l'ex direttore regionale dei Beni culturali, Ruggero Martines, l'ex Soprintendente ai Beni architettonici e al paesaggio, Nunzio Tomaiuoli e il funzionario della Soprintendenza, Emilia Pellegrino.

Il Comitato di 37 associazioni chiede però di agire in fretta, senza aspettare i lunghi tempi della Giustizia: "Oggi tutte le istituzioni pubbliche coinvolte nella vicenda - spiega l'avvocato Luigi Paccione - hanno conoscenza che nell'area adiacente al Castello Svevo, è in corso un abusivismo di Stato. Siamo dinanzi a una situazione paradossale e di una gravità inaudita. Associazioni e cittadini democraticamente impegnati chiamano le Istituzioni alla loro responsabilità senza attendere le decisioni della Magistratura. E' un rimbalzo di responsabilità inaccettabile che dovrà essere portato, eventualmente, anche a livello europeo. Chiediamo che un'opera di violenza su un bene monumentale sia immediatamente bloccata e demolita perché la Carta Costituzionale impone questi interventi".

In attesa di chiarezza, il Comitato, assieme al Comune, ha incontrato il nuovo Sovrintendente, l'architetto Carlo Birrozzi, nominato poche settimane fa al posto di Maria Carolina Nardella: tra le parti, c'è un'intesa di massima per il progetto del parco che andrebbe a spostare l'attuale strada di scorrimento all'interno dell'area portuale, lasciando libera e a verde l'intera area di Santa Chiara, la cui piazza è stata chiusa alle auto. Nel frattempo, il Municipio I, sta studiando interventi per far rivivere il Castello alla comunità: "Vorremmo riaprire il giardino del fossato - annuncia la presidente, Micaela Paparella - in modo da restuire il monumento ai cittadini"

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