Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

"Patrizia Vendola e il giudice a pranzo prima del processo", ma Lecce chiede l'archiviazione

L'episodio, secondo quanto riportato dall'Ansa, sarebbe stato riferito al Csm dal pm Bretone. Intanto oggi la Procura di Lecce, che indagava sulla a, ha chiesto l'archiviazione

Un pranzo tra il giudice Susanna De Felice e la sorella del governatore Nichi Vendola, Patrizia, avvenuto proprio alla vigilia dell'udienza finale del processo. A raccontare la circostanza - tutta da verificare- al Csm, sarebbe stato, secondo quanto riportato dall'Ansa, uno dei due pm del processo, Francesco Bretone.

L'AUDIZIONE AL CSM - Bretone è stato ascoltato il 12 febbraio scorso a Palazzo dei Marescialli insieme alla collega Desiré Digeronimo, al procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno e al giudice Antonio Diella, presidente aggiunto dell'ufficio gip-gup di Bari. Ai consiglieri del Csm Bretone avrebbe riferito che a raccontargli del pranzo era stata una giornalista, informata a sua volta dell'accaduto da una collega,che sarebbe stata testimone oculare dell'incontro tra De Felice e la sorella del presidente della Regione. Ma il pm ha anche detto al Csm di non poter garantire sulla veridicità di quanto gli era stato comunicato. Il giudice Diella ha confermato invece che De Felice aveva posto la questione della sua eventuale astensione dal processo sul governatore proprio per i suoi trascorsi con Patrizia Vendola, e lo aveva fatto sia con una nota indirizzata a lui, sia con colloqui avuti con altri magistrati dell'ufficio; ha raccontato che le disse che non riteneva necessario questo passo, ma ha riferito ai consiglieri che non toccava comunque a lui pronunciarsi sull'astensione della collega.

I DUBBI DEI PM E L'INTERVENTO DEL CSM - Dopo l'assoluzione, Bretone e Di Geronimo avevano scritto una lettera riservata al Pg Antonio Pizzi e al procuratore di Bari Antonio Laudati, esprimendo dubbi sull'imparzialità del giudice De Felice, proprio in ragione della presunta amicizia con la sorella di Vendola. La notizia era stata diffusa dal Giornale e il Csm aveva deciso di intervenire per approfondire la vicenda.

L'INCHIESTA DELLA PROCURA DI LECCE - Del caso si è interessata anche la Procura di Lecce, che nei giorni scorsi, secondo quanto riportato da Repubblica, avrebbe ascoltato Patrizia Vendola sui suoi rapporti con il giudice barese. E proprio oggi, sempre secondo quanto riportato dal quotidiano, la Procura leccese ha chiesto l'archiviazione. Secondo quanto scrive il quotidiano, per la procura di Lecce tra patrizia Vendola e Susanna De Felice vi sarebbe stata "una frequentazione occasionale", "un rapporto che avrebbe mai potuto compromettere la serenità di giudizio della De Felice"

VENDOLA: "SI CERCA IL PROCESSO MEDIATICO"- Ieri sera il governatore ha commentato la notizia dell'audizione di Bretone dicendosi sconcertato "di quanto uno dei pm, pur con formula dubitativa, avrebbe riferito alla Prima Commissione del Csm". "Penso - ha continuato Vendola - che in un Paese normale gli uomini delle istituzioni debbano essere i primi a garantire il funzionamento ineccepibile della giustizia. Mi sono sottoposto al processo che mi ha riguardato, rifuggendo da qualsiasi polemica anche quando questa sarebbe stata giustificata. Rispettare il proprio pubblico ministero significa rispettare la funzione della giustizia". Il presidente della Regione Puglia aggiunge che "se il pubblico accusatore riteneva però che il giudice avesse dovuto astenersi, avrebbe dovuto parlare al momento opportuno e non lo ha fatto. Oggi - sottolinea - c'é una sentenza. Il pubblico ministero ha tutti i titoli per contestarla ma io ho il diritto come tutti i cittadini nelle mie medesime condizioni, di pretendere che questo avvenga nel processo e non in una singolare trama tutta mediatica che comprende gossip giornalistico e informazioni di terza mano. Ciò che è certo è che chi non è riuscito ad ottenere la mia condanna in un processo regolare, sta cercando di costruire un processo mediatico. E questa - conclude - non è giustizia".

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