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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Cassazione annulla condanna a finanziere barese: "Non si impossessò del materiale sequestrato"

Il militare, all'epoca dei fatti contestati in servizio a Fermo, era accusato di peculato. Accolto il ricorso presentato dal difensore, l'avvocato Antonio La Scala: "L'auto utilizzata per il presunto reato quel giorno era in uso a un'altra pattuglia"

La Corte di Cassazione nella giornata di ieri ha annullato la condanna per peculato aggravato nei confronti di un giovane finanziere barese. Il militare, all’epoca dei fatti contestati in servizio al Comando Gruppo di Fermo, era accusato di peculato aggravato e concussione per essersi appropriato di borse e altro materiale di pellame, senza redigere relativo verbale, a danno di un cittadino extracomunitario. 

La Suprema Corte, accogliendo il ricorso del militare, difeso dall’avvocato Antonio La Scala, ha accertato la correttezza di quanto eccepito dal difensore nei motivi di impugnazione. 

In particolar modo, la difesa ha evidenziato e dimostrato come l’autovettura utilizzata secondo l’accusa, ossia un’Alfa senza i colori istituzionali della Gdf,  dal militare il giorno in cui sarebbe avvenuto il presunto reato (consistito nell’aver fatto salire a bordo l’extracomunitario sequestrandogli tutte le borse, senza redigere relativo verbale), in realtà in quel medesimo giorno e nella stessa fascia oraria era stata adoperata da un’altra pattuglia, da un altro equipaggio e in un’altra località. Pertanto, il militare imputato non avrebbe mai potuto essere nel luogo ove si presume esser avvenuto il reato in quel determinato giorno. 

Per gli stessi fatti, il finanziere era stato imputato anche del più grave reato di concussione, per il quale già in appello aveva ottenuto la piena assoluzione "perché il fatto non sussiste".

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