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Pestaggio di Natale, cinque arresti. De Iesu: "Un branco che ha marcato il territorio"

A meno di un mese dall'episodio, identificati i presunti autori dell'aggressione avvenuta in corso Vittorio Emanuele: in carcere quattro ragazzi, una giovane ai domiciliari. Il Questore: "Dalle forze dell'ordine una reazione tempestiva e ferma"

Prima le molestie nei confronti di una ragazza, bloccata dal gruppo e costretta a subire baci e palpeggiamenti. Poi il brutale pestaggio dell'amico della vittima, intervenuto per cercare di difenderla, avvenuto sotto gli occhi dei tantissimi giovani che quella sera affollavano i locali di corso Vittorio Emanuele.

A meno di un mese dall'episodio, verificatosi la sera della vigilia di Natale, gli agenti della Squadra Mobile hanno chiuso le indagini, identificando ed arrestando i presunti responsabili dell'aggressione. Cinque i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip: Massimiliano e Donatella Mercoledisanto (quest'ultima ai domiciliari), di 32 e 29 anni, Sabino Milloni, 30 anni, i fratelli Vito e Onofrio Turitto (unico incensurato), di 28 e 24 anni. I cinque sono accusati, a vario titolo, di violenza sessuale di gruppo e lesioni personali aggravate.

L'azione di "un branco che ha marcato il territorio", la definisce il questore di Bari, Antonio De Iesu, riferendosi a quanto accaduto. Attraverso i racconti delle due vittime - la giovane panamense molestata e il ragazzo picchiato, un 24enne originario di Putignano - e la testimonianza di un'amica che era con loro, la polizia ha ricostruito l'episodio, trovando riscontro in alcune immagini di videosorveglianza del locale all'esterno del quale è avvenuto il pestaggio, consumatosi in mezzo a centinaia di giovani. Nessuno, però, è intervenuto, né avrebbe collaborato fornendo elementi utili alle forze dell'ordine. "Sicuramente - sottolinea il capo della Squadra Mobile, Luigi Rinella - il cognome di alcuni degli arrestati di oggi ha influito su quella palpabile omertà che gli investigatori hanno incontrato durante le indagini".

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Secondo quanto emerso dall'attività investigativa, l'episodio si sarebbe sviluppato in momenti diversi, nel corso della serata. Prima il gruppo, all'interno del locale, era riuscito a bloccare sulla pista da ballo la ragazza panamense, ripetutamente palpeggiata e baciata dai ragazzi, mentre la donna del gruppo avrebbe 'incoraggiato' gli amici. La giovane, con l'aiuto dell'amica, era quindi riuscita a divincolarsi, ma in un secondo momento era stata nuovamente accerchiata e portata su una panchina, all'esterno del locale. Lì si sarebbero ripetute le molestie, fino all'arrivo del 24enne, chiamato dall'altra amica. Il giovane aveva cercato, senza riuscirvi, di tirare via la ragazza, mentre il gruppo continuava a tenerla ferma. A quel punto il 24enne aveva tentato una reazione, colpendo con un pugno uno dei ragazzi, scatenando la violenza del branco. Calci, pugni, colpi sferrati con un casco e con la gamba di un tavolino. Un pestaggio durato diversi minuti: mentre i quattro ragazzi picchiavano il 24enne, la donna del gruppo li avrebbe 'incitati'.

Un ruolo, quello della 29enne arrestata, su cui il Questore ha posto l'accento: "E' un fatto meritevole di riflessione. Sicuramente la donna ha avuto un ruolo di istigazione forte, nei confronti di un'altra donna, e su questo bisognerebbe interrogarsi", ha detto De Iesu, che ha poi sottolineato la rapidità dell'azione investigativa, portata a termine in meno di un mese: "Questa è una risposta chiara, precisa, ferma, che senza ombra di dubbio afferma che le forze di polizia sono sui problemi, non li sottovalutano e intervengono soprattutto sotto i profili di criticità e violenza che incidono fortemente sulla percezione di sicurezza delle persone".

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