Cronaca

Petruzzelli, l'analisi di Fuortes: sei milioni per rimettere a posto i conti

Il buco nel bilancio della Fondazione supera gli otto milioni di euro. Per il commissario la situazione "è grave ma recuperabile" con un impegno dei soci per una ricapitalizzazione

Il buco nei conti della Fondazione Petruzzelli c'è, e supera anche gli otto milioni di euro ipotizzati nei giorni scorsi. A rendere noti i dati sulla situazione economico-finanziaria del teatro è stato oggi lo stesso commissario Carlo Fuortes che dopo giorni trascorsi ad analizzare conti e documenti forniti dal cda ha finalmente espresso la sua "diagnosi".

"SITUAZIONE GRAVE MA NON IRRISOLVIBILE" - La prima conferma ha riguardato il deficit di bilancio: oltre gli otto milioni di euro previsti, ma per Fuortes la situazione è comunque recuperabile con un impegno da parte dei soci ad una immediata ricapitalizzazione da sei milioni di euro. "L'impegno dei soci - ha spiegato Fuortes - costituirebbe un contributo aggiuntivo che potrebbe essere anche non erogabile in un anno, ma in più anni, e che dovrebbe contribuire ad una ricapitolarizzazione della Fondazione stessa, costituire un Fondo di dotazione". Il commissario ha poi fatto riferimento al nodo relativo alla proprietà del teatro. "Molti enti lirici italiani hanno difficoltà finanziarie - ha detto Fuortes - ma quasi tutti hanno il vantaggio di avere come patrimonio, a garanzia, il teatro dove operano cosa che non è possibile per il Petruzzelli. Anche se il Comune ha donato al teatro due edifici storici, questo della proprietà del teatro é uno dei problemi che va risolto al più presto".

"RAZIONALIZZARE LE SPESE" - Per la futura gestione del teatro, più che di tagli, Fuortes preferisce parlare di "razionalizzazione dei costi". Che significherà anche, per gli eventi già in programma, concordare il cachet con gli artisti, evitando di spendere risorse di cui non si dispone, come, ha sottolineato il commissario, è stato fatto invece in passato. "Ci sono stati costi molto alti - ha detto Fuortes - che nel 2011 hanno raggiunto quasi 17 milioni di euro e per una Fondazione impegnare fondi di cui non si dispone non va bene. Su questa cifra hanno inciso le produzioni per le quali è stato scelto un modello 'ricco' con nuovi spettacoli, quasi il sogno di tutti gli enti lirici ma in passato sono state fatte scelte al di sopra delle reali possibilità".

LA PROTESTA DEI PRECARI - Per quanto riguarda la vertenza sindacale che vede coinvolte le maestranze del teatro con contratto scaduto il primo marzo Fuortes ha ribadito l'intenzione di incontrare i sindacati il prossimo 14 marzo, ma è sembrato fermo sulla volontà di non ricorrere nuovamente ai contratti a chiamata.  "Nonostante il teatro sia fatto di persone che ci lavorano - ha spiegato Fuortes -  quando ho deciso di non rinnovare i contratti a chiamata l'ho fatto per il teatro, per non impiegare risorse alla cieca come è stato fatto negli ultimi tre anni"

 

 

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