Petruzzelli, la Consulta respinge il ricorso dei proprietari: "Motivazioni carenti"

La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata dal tribunale di Bari a proposito di un accordo siglato tra la Fondazione e la famiglia Messeni-Nemagna, proprietaria del teatro, nel 2002

Inammissibile perchè "in difetto della necessaria motivazione nell'ordinanza di remissione". Una formula tecnica, quella usata oggi dalla Corte costituzionale, per dire che non ci sono motivazioni sufficienti affinchè i suoi giudici si pronuncino su una questione di legittimità sollevata dal tribunale di Bari in merito ad un accordo siglato nel 2002 tra le istituzioni e la famiglia Messeni-Nemagna, proprietaria del Petruzzelli.

Il giudice del tribunale di Bari decise di rimettere la questione alla decisione della Corte Costituzionale dopo un ricorso presentato nella primavera del 2010 dall'avvocato Ascanio Amenduni, legale del 75% della famiglia proprietaria del teatro, relativo all'obbligo, per la Fondazione Petruzzelli, di rispettare un accordo siglato con i Messeni-Nemagna nel novembre 2002.

L'ACCORDO - In base a quel protocollo d'intesa, che regolamentava le modalità di ricostruzione del teatro, la gestione del Petruzzellli veniva affidata alla Fondazione (all'epoca non ancora costituita) ad un canone di 500.000 euro l'anno per 40 anni, trascorsi i quali il teatro sarebbe tornato nella piena disponibilità della famiglia.

L'ESPROPRIO - L'accordo venne però abrogato nel 2006, con il decreto legge fatto dal governo Prodi che stabilì l'esproprio  per motivi d'urgenza del teatro per consentire, come poi è avvenuto, una ricostruzione veloce ad opera di Angelo Balducci, nominato commissario per la ricostruzione su proposta dell'allora vicepremier, Francesco Rutelli.

L'INCOSTITUZIONALITA' DELL'ESPROPRIO - Nell'aprile 2008, però, i giudici della Consulta dichiararono incostituzionale l'esproprio. Da allora il protocollo siglato nel 2002 è rimasto inapplicato, perché la legge di esproprio aveva anche abrogato il recepimento legislativo dell'intesa che non è stato ripristinato con l'annullamento dell'esproprio stesso. La Fondazione costituita dopo la ricostruzione del teatro, infatti, attualmente gestisce il teatro che le è stato affidato dallo Stato a conclusione dei lavori di ricostruzione, ma ritiene di non dover adempiere agli obblighi contrattuali (sostanzialmente il canone annuale).

IL RICORSO - In base a questa situazione, nella primavera 2010 l'avvocato Amenduni sollevò davanti al Tribunale di Bari la necessità di applicare le condizioni previste dall'accordo, dal momento che il decreto di esproprio (che aveva dichiarato nullo l'accordo) era stato a sua volta dichiarato incostituzionale. Una decisione che i giudici di Bari ritennero di dover rimettere alla Consulta, che tuttavia oggi ha giudicato quella "ordinanza di remissione" inammissibile perchè non fondata su motivazioni sufficienti a giustificare un coinvolgimento della Corte costituzionale.

"La Corte costituzionale non è entrata nel merito della questione, perché ha considerato carente l'ordinanza di rimessione del giudice: questo ci consente di coltivare la speranza di tornare alla Consulta per capire se l'attuale Fondazione Petruzzelli è legittimata a stare nel Petruzzelli in forza dell'accordo del 2003, se può essere un inquilino pagante e non un ospite privo di legittimazione". Questa la replica dell'avvocato della famiglia Messeni-Nemagna alla decisione della Consulta.

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