Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Petruzzelli, la Corte d'Appello decide: "Valida l'intesa con la proprietà"

Rigettato l'appello della Regione. La Corte ha riconosciuto la validità del protocollo d'intesa sottoscritto nel 2002 tra Stato, enti pubblici e la famiglia Messeni Nemagna, che riconosce ai proprietari del teatro un canone annuale di 500mila euro

Il protocollo d'intesa siglato nel 2002 tra Stato, enti pubblici e la famiglia Messeni Nemagna, relativo alla ricostruzione e gestione del teatro Petruzzelli, è valido. Lo hanno deciso i giudici della Corte d'Appello di Bari, che, confermando la sentenza di primo grado del 2009, hanno rigettato l'appello della Regione (appoggiata da Provincia, Comune e Fondazione Petruzzelli) per far dichiarare nullo l'accordo.

L'intesa, sottoscritta a novembre 2002 davanti all'allora ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, prevedeva, tra le altre cose, l'obbligo contrattuale della Fondazione di pagare tutti i conti della ricostruzione e di gestire in cambio il teatro, per 40 anni, versando un canone annuale di 500mila euro alla famiglia Messeni Nemagna, proprietaria della struttura.

Con questa sentenza, commenta in una nota l'avvocato Ciro Garibaldi, legale di Vittoria Messeni Nemagna, "la Corte ha stabilito la validità dell'accordo transattivo – in esso contenuto – tra il Comune di Bari e la famiglia Messeni Nemagna, proprietaria del Teatro, con il quale le parti hanno chiuso definitivamente ogni contestazione e pretesa, dedotta e deducibile, relativa alle convenzioni ed agli atti che regolano i rapporti tra la proprietà privata ed il Comune di Bari concernenti il Teatro Petruzzelli". "In particolare - prosegue Garibaldi - la Corte ha escluso che vi sia stata la retrocessione automatica del suolo su cui sorge il teatro (e, quindi, tantomeno, dell'immobile  teatrale) al Comune di Bari".

LA REPLICA DEL COMUNE

"Tale decisione - aggiunge il legale -  rappresenta un ulteriore passo verso il ripristino della legalità nella questione del teatro Petruzzelli che ha visto e vede tutt'ora la famiglia Messeni Nemagna, bersaglio di soprusi e di diffuse illegalità riconducibili a quei soggetti pubblici che hanno predisposto e voluto il Protocollo, e che, dopo averlo disatteso, ora cercano in tutti i modi di disconoscerlo e demolirlo. La sentenza della Corte di Appello riconoscendo la validità del Protocollo si pone come argine a tali condotte illegittime: il contratto - conclude - ha forza di legge tra le parti, per cui se davvero si pratica la cultura della legalità, bisogna rispettare il Protocollo".

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