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Un momento dell'inaugurazione

Un momento dell'inaugurazione

Piazza Moro, inaugurato il FalCafé: "Simbolo di legalità e buone pratiche"

La nuova caffetteria, situata all'ingresso della stazione di Bari centrale delle Ferrovie Appulo Lucane, è di proprietà di una società in amministrazione giudiziaria, confiscata ad un sorvegliato speciale, e dà lavoro a cinque persone

Un locale di 30 metri quadri, con una saletta da 20 posti a sedere, a breve dotata anche di connessione wi-fi gratuita, in cui sarà possibile consumare non solo prodotti di caffetteria ma anche piccola gastronomia. E' il nuovo 'FalCafè', inaugurato questa mattina all'interno della stazione di Bari centrale delle Ferrovie Appulo Lucane, in piazza Moro, angolo corso Italia. Un nuovo bar, dunque, a disposizione degli utenti delle Fal, che però ha anche qualcosa di più speciale: è un simbolo di legalità.

La nuova caffetteria, infatti, è di proprietà della Sebasta srl, società in amministrazione giudiziaria, recentemente sottoposta a confisca di prevenzione dal Tribunale di Bari in quanto ritenuta nella disponibilità di soggetto già destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno e dichiarato decaduto da licenze e autorizzazioni. La sua apertura, dunque, con la creazione di cinque nuovi posti di lavoro, è la prova tangibile del percorso virtuoso di una società sottratta alla criminalità e amministrata dallo Stato.

Il 'FalCafè' è stato inaugurato questa mattina: a tagliare il nastro il Presidente della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari, Francesca La Malfa, e il Presidente delle Ferrovie Appulo Lucane, Matteo Colamussi. Presenti alla cerimonia anche il Presidente del Tribunale di Bari, dott. Vito Savino; il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, dott. Giuseppe Volpe; il Comandante della Legione Carabinieri Puglia, Generale Giovanni Cataldo; il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Colonnello Rosario Castello; l’assessore regionale all’Urbanistica, Arch. Annamaria Curcuruto; il Sindaco di Bari, Antonio De Caro; l’amministratore giudiziario, Dott.ssa Mariangela Quatraro; rappresentanti dell’Associazione “Libera, Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie”. A benedire i locali del nuovo bar Don Franco Lanzolla, parroco della Cattedrale.

"Oggi con l’inaugurazione di questo bar - ha commentato il Presidente delle Fal, Matteo Colamussi -  non solo aumentiamo il livello di servizi offerti agli oltre 3 milioni di utenti che ogni anno transitano dalla stazione centrale delle Fal, ma simbolicamente rinsaldiamo anche quel patto di legalità e pratica di buona amministrazione, valori in cui ci riconosciamo ed operiamo da 7 anni e che ci portano a lavorare quotidianamente all’insegna della trasparenza, dell’efficienza, della serietà, del risanamento e del rinnovamento, ponendo sempre l’utente al centro della mission aziendale". 

"L’apertura di questo nuovo esercizio e la creazione di 5 nuovi posti di lavoro – ha sottolineato il Presidente del Tribunale di Bari, sezione Misure di Prevenzione, Francesca La Malfa -   sono frutto della proficua collaborazione tra l’Amministrazione giudiziaria e le Ferrovie Appulo Lucane e del grande impegno profuso dal Tribunale e dall’Amministrazione giudiziaria per garantire, non solo il pieno esercizio delle attività in corso, mantenendo i posti di lavoro già in essere, ma anche per rendere produttivi i beni confiscati attraverso il reinvestimento degli utili realizzati in nuove iniziative imprenditoriali. Spesso, purtroppo, lo Stato incontra molte difficoltà per far "sopravvivere" nella legalità le aziende confiscate, e dunque sotto questo profilo siamo particolarmente soddisfatti della realizzazione di questa nuova attività, peraltro in sinergia con una società a totale partecipazione pubblica come le Fal". 

"Questo - ha commentato il sindaco di Bari, Antonio Decaro - è per noi un segnale importante perché ogni singolo appartamento, attività economica, luogo di spaccio, ragazzo in procinto di cadere che riusciremo a sottrarre alle mafie ci aiuta a costruire una linea di demarcazione tra due aree: da una parte ci siamo noi, le Forze dell'Ordine, la Magistratura, le associazioni dell'antimafia sociale e dall'altra ci sono loro. Noi dobbiamo essere di più e più forti".

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