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Le armi sequestrate

Le armi sequestrate

Guerra tra clan, perquisizioni nei quartieri: sequestrate pistole, un arresto

Controlli intensificati dopo i fatti di sangue di San Girolamo. A Picone, nell'abitazione di un 50enne ritenuto vicino al clan Mercante, sequestrate due pistole e munizioni

Controlli a tappeto della polizia in tutti i quartieri della città dopo i recenti fatti di sangue di San Girolamo, riconducibili alla faida in atto tra clan rivali della zona.

Nella mattinata di giovedì gli agenti della Squadra mobile di Bari hanno eseguito diverse perquisizioni. Nell'ambito di queste operazioni è stato arrestato Carmelo Ruggiero, 50enne con precedenti di polizia, responsabile di detenzione illegale di armi da fuoco clandestine, ricettazione e detenzione di munizionamento.

Nella sua abitazione al quartiere Picone i poliziotti hanno rinvenuto una pistola semiautomatica cal.6,35, di fabbricazione spagnola, con matricola abrasa, completa di caricatore con 6 carucce e con colpo in canna, occultata all’interno di un ripostiglio, e una pistola semiautomatica cal.7,65, marca Beretta, con matricola abrasa, completa di caricatore con 9 cartucce dello stesso calibro, nascosta in un cassone, insieme a 62 cartucce cal.7,65.

L'arrestato è ritenuto vicino al clan 'Mercante' del Libertà. Un legame testimoniato anche da un particolare, riscontrato dagli agenti nella sua abitazione: su di un mobile, accanto ad una lampada votiva, il 50enne aveva una cornice con la foto di Donato Sifanno, nipote di Giuseppe Mercante, ucciso a colpi di kalashnikov la sera del 15 febbraio scorso nel quartiere San Paolo.
   
Sulle armi rinvenute saranno eseguiti accertamenti tecnici per verificare se le stesse siano state utilizzate negli episodi armati avvenuti a Bari, negli ultimi mesi.

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