Cronaca Torre a Mare

Girava armato di pistola: arrestato presunto affiliato al clan Caracciolese

Bloccato dalla polizia il 30enne Roberto Boccasile, ritenuto dagli investigatori vicino al gruppo criminale attivo a San Pasquale. L'uomo è stato bloccato in auto dopo un inseguimento, mentre cercava di impugnare una pistola. Un'altra arma è stata rinvenuta nella sua abitazione

Bloccato dalla polizia in auto, mentre cercava di impugnare una pistola semiautomatica Beretta calibro 7,65, con matricola abrasa e caricatore con sette cartucce. In manette, con l'accusa di detenzione e porto d’armi da fuoco, clandestine, con relativo munizionamento, è finito sabato sera il 30enne Roberto Boccasile, ritenuto dagli investigatori vicino al gruppo criminale dei Caracciolese, operante nel quartiere San Pasquale.

Il 30enne è stato rintracciato dalla polizia a bordo di un’auto, nel quartiere Torre a Mare. Dopo essersi fermato per il controllo, ha improvvisamente ripreso la marcia, mettendo in pericolo l’incolumità fisica degli agenti. I poliziotti, nonostante la pericolosa manovra, sono riusciti a fermare l’auto in movimento e a bloccare il conducente, mentre stava cercando di impugnare l'arma.

La successiva perquisizione, eseguita presso la sua abitazione, nel quartiere Japigia, ha consentito di sequestrare un’altra pistola semiautomatica calibro 9, anch’essa con matricola abrasa, completa di caricatore contenente 7 cartucce dello stesso calibro rinvenuta all’interno di un contenitore di detersivo. 

Boccasile, cognato, e secondo gli investigatori, anche uomo di fiducia di Giacomo Caracciolese (ucciso nell'aprile 2013) nell’agosto del 2013 - ricostruisce la polizia - venne arrestato dalla Squadra Mobile insieme ad altre due persone per porto e detenzioni di armi da fuoco, ricettazione e violazione della sorveglianza speciale di P.S.. In quell’occasione, i tre vennero notati, a bordo di un motoscafo nel porto turistico, mentre, dopo essersi accostati ad una imbarcazione abbandonata, occultavano, all’interno di una paratia, un borsello contenente una pistola cal.7,65 completa di munizionamento. 

L’arresto avvenne durante i controlli predisposti dalla polizia per contrastare la guerra in atto tra il clan Fiore e il gruppo Caracciolese,  sfociata in una serie di episodi armati culminati nell’omicidio di Giacomo Caracciolese,  avvenuto il 5 aprile 2013, e il triplice omicidio di Vitantonio Fiore, Antonio Romito e Claudio Fanelli, avvenuto il 19 maggio successivo. Secondo quanto ricostruito nelle indagini, il conflitto ebbe origine dalla volontà di Giacomo Caracciolese, a capo dell’omonimo gruppo criminale e affiliato allo stesso clan Fiore, di gestire autonomamente, nel quartiere San Pasquale, le attività illecite come spaccio ed estorsioni.

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