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Imponevano forniture agli ambulanti, polizia sequestra box al mercato di Santa Scolastica

Secondo quanto accertato dagli investigatori, nel box riconducibile ad uno degli arrestati a luglio, in un blitz su presunte estorsioni al mercato, le richieste estorsive continuavano attraverso i suoi 'collaboratori'

Scatta il sequestro di un box nel mercato di Santa Scolastica, dopo l'indagine che a febbraio e luglio scorso ha portato in carcere diversi presunti esponenti del clan Diomede, accusati di estorsioni ai danni dei commercianti di Carrassi e dello stesso mercato.

In particolare, dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile, era emerso che gli arrestati "realizzavano, in modo pianificato e sistematico, estorsioni nei confronti dei commercianti del mercato rionale, costretti ad acquistare prodotti di consumo (shopper, carta, scatole, ghiaccio) ad un prezzo maggiorato e qualitativamente inferiore, a versare mensilmente somme di denaro o,  in alcuni casi, a cedere gratuitamente prodotti alimentari o di altro genere".

VIDEO: IL SEQUESTRO DEL BOX NEL MERCATO DI SANTA SCOLASTICA

Ulteriori attività investigative, tuttavia, avrebbero messo in luce come la vendita di tali prodotti, con le stesse modalità estorsive, sarebbe continuata anche dopo l'arresto di uno dei presunti responsabili, Giovanni Sedicina, ad opera di persone a lui vicine, nel box oggi sottoposto a sequestro su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia.

Secondo gli investigatori, "lo stesso Sedicina avrebbe fatto richiedere, a nome del suo ex collaboratore, una partita IVA, assegnata il giorno successivo a quello del suo arresto, per continuare  a praticare la vendita dei prodotti di consumo con le stesse modalità estorsive".

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