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Cronaca

Pizzo sui cantieri, droga e armi: colpo al clan Strisciuglio, raffica di arresti

Operazione dai carabinieri coordinata dalla Dda: ricostruiti anni di egemonia nel clan in vari settori dell'economia. Documentate anche infiltrazioni nella tifoseria del Bari e ricostruiti riti di affiliazione mutuati dalla camorra campana e poi bloccati

Blitz dei carabinieri in corso dalle prime luci dell'alba: i militari stanno eseguendo decine di arresti a carico di presunti esponenti del clan Strisciuglio. Quaranta in tutto le persone arrestate: 39 in carcere, una ai domiciliari. Altre nove persone indagate a piede libero.

VIDEO: L'OPERAZIONE E GLI ARRESTI

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, hanno ricostruito anni di egemonia e di dominio in settori vitali dell’economia, a cominciare dal settore edile. Accertati casi di imprenditori costretti a pagare due volte, sia gli Strisciuglio, sia gli uomini del clan Di Cosola, duramente colpito con i 62 arresti dell’operazione “Pilastro”, del 21 aprile scorso. Nessun cantiere era esentato: a finire nel mirino del clan anche quello di una scuola elementare in costruzione nella zona di Palese.

Arresti nel clan Strisciuglio: le armi sequestrate nel cimitero di Bari

Documentate inoltre anche infiltrazioni nella tifoseria del Bari Calcio, con il tentativo dei clan d’infiltrarsi all’interno dello stadio San Nicola, come emerso anche in occasione del recente concerto di Vasco Rossi.

Ingente la disponbilità di armi in possesso del clan: queste venivano nascoste anche nei loculi del cimitero di Bari. Dietro la lapide di un professore morto nel 1962 trovate pistole e munizioni. In possesso del clan anche una micidiale bomba a mano tipo “ananas” nella disponibilità del clan, in grado di far saltare in aria un’abitazione o un negozio.

VIDEO: LE ARMI SEQUESTRATE E LE 'RIUNIONI' NELLA PIAZZA DI CARBONARA

Confermato il ruolo cruciale delle donne, 'messaggere' del clan per portare notizie in carcere e capaci anche di fare entrare la droga.

Le indagini hanno permesso di ricostruire anche i riti di affiliazione mutuati dalla camorra campana, poi bloccati dai fratelli Strisciuglio perché ritenuti troppo pericolosi per la segretezza del clan. Infatti, il rito prevedeva che il nuovo giunto nel clan fosse presentato ufficialmente a tutti gli altri affiliati dal padrino, che lo annunciava: “Questo è un mio ragazzo”. Iniziava poi la carriera interna al clan con i “gradi di battesimo”, dopo il quarto grado si aveva facoltà di fondare un proprio clan. L’affiliazione garantiva economicamente la famiglia in caso di arresto dell’affiliato. I familiari ricevevano una somma mensile detta “spartenza”, ed era cosi che i capi, anche se in carcere, potevano garantire un alto tenore di vita alle famiglie, che potevano affrontare in modo sfarzoso grossi eventi, come un matrimonio.

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