Il Bando 'Start' parte tra le polemiche: dati sensibili degli utenti visibili sul portale e "alti costi solo per la richiesta"

Forse per un sovraccarico del server, sono comparse le domande di altri richiedenti sulla pagina di Sistema Puglia. E c'è chi si lamenta per i quasi 100 euro necessari per l'acquisto della firma digitale e della marca da bollo

Criteri che escludono una parte dei 'bisognosi', documentazione troppo specifica e l'ombra della 'fuga d'identità' che già aveva attirato critiche all'Inps per le richieste dei contributi Covid. Parte tra polemiche e difficoltà, il bando Start della Regione, che promette un finanziamento di 2mila euro a fondo perduto per lavoratori autonomi per offrire un aiuto economico dopo la crisi Covid. 

Fuga di identità? 

Quella che potrebbe trasformarsi in un'autentica polveriera per l'ente è il problema con i server, che per qualche minuto ha reso visibili le domande di altri utenti. È accaduto anche a chi scrive: dopo il login sulla pagina, è comparsa la domanda compilata da un'avvocatessa barese iscritta all'Albo degli Avvocati di Lecce. Di cui era possibile conoscere il reddito dichiarato, la posizione fiscale per la partita Iva e i dati anagrafici, insieme a tutti i dettagli che bisogna inserire per fare domanda. A riprova di questo, ci sono gli screenshot che pubblichiamo. 

Pixelato Sistema Puglia 2-3

Un problema legato al sovraccarico delle domande, forse, nonostante la misura sia partita già da ieri. E che rischia, nel caso ci fossero altri casi documentati, di aprire la strada a una serie di denunce nei confronti della Regione Puglia, come già avvenuto per l'Inps quando fu abilitata la procedura per richiedere i 600 euro concessi dal Governo ai liberi professionisti.

"Troppi documenti e spese per fare la richiesta"

Sicuramente in molti hanno potuto richiedere il contributo; sempre se si è titolari di partita Iva o di un cococo. Per i precari che effettuano solo collaborazioni occasioni, invece, il rischio è di vedersi rifiutata la domanda, non essendoci accenno né all'interno del bando, né una volta fatto l'accesso alla piattaforma dedicata per le domande. 

Tante, poi, le lamentele comparse sui profili social della Regione Puglia per la documentazione richiesta. Per convalidare la propria dichiarazione dei redditi (obbligatoria per certificare che è inferiore a 23.400 euro) è necessario utilizzare la firma digitale. "Ci sono tante categorie e piccole Partite Iva che non ne fanno uso", fa notare in un post Davide, ricordando che per completare la procedura c'è bisogno anche di una marca da bollo da 16 euro. Che sommati ai 50-60 necessari per richiedere in Camera di Commercio la firma digitale, significa un esborso di quasi 100 euro, anche se non si è certi di poter chiedere il bonus. "Caro presidente Michele Emiliano, la procedura non è affatto smart ed è molto farraginosa - gli fa eco Domenico in un post pubblicato sulla bacheca del governatore - marca da bollo da 16 euro, allegati a go go, copie conformi e addirittura firma digitale. Una procedura così complessa e tortuosa non si è vista neanche ai concorsi pubblici per la Banca d'Italia. Dovreste snellire queste richieste di bonus e non chiedere ulteriori soldi e procedure così lunghe". Insomma, non un inizio di gloria per una misura che prometteva un accesso semplificato a un aiuto per quasi 60mila pugliesi. E che di fatto è invece praticamente impossibile da completare senza l'aiuto di un commercialista.

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Scalfarotto: "Emiliano ritiri il bando"

Non sono mancate naturalmente critiche sulla misura da parte degli avversari politici di Emiliano. Come il candidato presidente di Regioneper Italia viva, + Europa e Azione, Ivan Scalfarotto: "Sono giorni che Emiliano parla di questo fantastico bonus, ma non aveva reso pubbliche le linee guida con le istruzioni per partecipare al bando stesso, prima dell'apertura dello sportello. Cosi' le incolpevoli partite Iva hanno dovuto prima studiarsi i documenti necessari e poi produrli, perdendo tempo e posizioni utili nella classifica per la distribuzione dei fondi. E ovviamente neanche prendo in considerazione le insinuazioni di chi dice che le linee guida girassero già da qualche tempo solo tra amici di amici". Scalfarotto chiede di ritirare il bando e rifarlo con delle modalità "che premino il merito e con delle procedure che siano chiare e semplici per tutti, per permettere a tutti le stesse opportunità". "Il mondo delle partita Iva è fatto di gente in grande difficoltà a causa del Covid. Questi modi di fare, ripeto e spero, solo frutto di incompetenza e non malafede, non sono piu' tollerabili in un momento difficile come questo. I professionisti pugliesi e la Puglia tutta - conclude Scalfarotto - meritano di meglio. E' ora di cambiare".

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