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"Un ospedale a misura di bambino": firmato codice etico per i piccoli pazienti

La cerimonia, questa mattina, al Policlinico. L'intesa servirà ad affinare le sinergie tra associazioni di volontariato e strutture ospedaliere. Bottalico: "Impegno per i bimbi"

Siglato questa mattina, nella sala consiliare della Direzione Generale del Policlinico di Bari, il codice etico 'Un ospedale a misura di bambino', protocollo per garantire la pratica dei diritti dei bimbi trasformando l’attenzione per l’infanzia in azioni concrete e rispettose dei bisogni dei piccoli degenti. Il documento è frutto del lavoro intrapreso dalla rete 'Incontrare' che riunisce alcune scuole ospedaliere di Bari e associazioni culturali e volontariato attive all'interno dell'ospedale Pediatrico Giovanni XXIII e dei reparti di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico.

“Stiamo tentando di trasformare, nei limiti del possibile, la sofferenza di tanti bambini in opportunità di incontro e conoscenza - ha commentato l’assessora al Welfare Francesca Bottalico -. Oggi, nell’ambito delle attività ludiche, artistiche ed espressive negli ospedali pediatrici, abbiamo quindi sottoscritto un accordo che permetterà di rendere sinergiche le risorse e di valorizzare quanti da anni lavorano in questo settore, affinché si possa creare un ospedale a misura di bambini. Riteniamo fondamentale assicurare, nonostante gli ingenti tagli ai trasferimenti, la continuità delle nostre azioni in questa direzione, che già in passato hanno ricevuto il riconoscimento come buona prassi nazionale, rinnovando anche per il prossimo anno il progetto comunale OspedAlé, che arriva a coinvolgere annualmente circa tremila bambini, con le risorse impiegate fino a questo momento. Anzi, speriamo che tale attività possa essere potenziata creando connessioni con il resto della città e delle attività realizzate dal welfare”.

A sottoscrivere il codice etico, oltre a Francesca Bottalico, i rappresentati della rete 'Incontrare', il direttore generale del Policlinico di Bari,  Vitangelo Dattoli, e la garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Rosy Paparella,"a testimonianza - afferma in una nota il Comune - di come la presa in carico della tutela dei diritti dei bambini e delle bambine che vivono la malattia sia un impegno comune da assumere responsabilmente".

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