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Da Polignano il no della Puglia alle trivelle: "Pronti alla mobilitazione"

Nella sala consiliare del Comune l'incontro voluto dal sindaco Vitto, al quale hanno partecipato amministratori locali e il neogovernatore Emiliano, che ha ribadito l'intenzione di opporsi alle autorizzazioni, presentando ricorso al Tar

Puglia pronta alla mobilitazione contro le ricerche di petrolio in mare autorizzate la scorsa settimana dal governo. Questa mattina, nella sala consiliare del Comune di Polignano, rappresentanti della Regione e dei Comuni interessati hanno preso parte ad un incontro promosso dal sindaco Domenico Vitto con l'intento di attivare una cabina di regia interistituzionale contro i provvedimenti del Governo nazionale, che stanno autorizzando le ricerche petrolifere al largo delle coste pugliesi.

All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente uscente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, e il neogovernatore Michele Emiliano.

"Il sindaco Vitto - ha detto Introna - ha il merito di aver rilanciato la mobilitazione senza colori della Puglia, una battaglia arcobaleno contro le incursioni delle multinazionali del petrolio a danno di questa regione". Le iniziative di Amministrazioni, movimenti e cittadini, secondo il presidente del Consiglio regionale, “devono convincere il Governo Renzi a dialogare con le Regioni, gli enti locali, le comunità a e la pubblica opinione. Stiamo difendendo la nostra regione e il nostro futuro: Roma deve riconoscere che contro le trivelle la Puglia è sempre stata unita e Bruxelles deve considerare la necessità di una direttiva europea che metta al bando lo sfruttamento del petrolio nei mari del continente”, proprio per i pericoli legati alla ricerca ed estrazione di idrocarburi marini”.

Poi Introna ha evidenziato la contraddittorietà delle politiche governative italiane, che con una mano “esaltano la bellezza del nostro Paese e con l’altra espongono al rischio della marea nera i litorali pugliesi e tutta l’economia marinara (turismo, balneazione, pesca, navigazione), minacciando il turismo, risorsa vincente per la Puglia, legata alle sue coste gioiello”.

Emiliano ha ribadito il suo impegno a contrastare la decisione del governo, annunciando che la Regione proporrà ricorso al Tar contro le nove autorizzazioni finora rilasciate dal ministero dell’Ambiente.

Durante il vertici tecnici hanno illustrato alcuni dati sulle prospezioni petrolifere in mare. Il 71% delle richieste di permessi per prospezioni di idrocarburi in mare riguarda proprio la Puglia. Le tecniche adottate dalle multinazionali petrolifere per le ricerche sono geosismiche, e ritenute estremamente  dannose per l’ambiente e la fauna sottomarina e marina: cannoni ad aria compressa sparano verso i fondali bolle a 250 decibel. Ancora ad un chilometro di distanza, l’intensità sonora si mantiene sui 150 decibel (120 possono causare negli uomini danni irreversibili). La probabilità di trovare idrocarburi - hanno spiegato ancora i tecnici - si stima intorno al 17% e in ogni caso il petrolio adriatico è classificato col grado 9 della scala internazionale API (fino a 25 sono pesanti, oltre i 40 leggeri). Mentre i petroli migliori sono particolarmente leggeri, quello sottomarino è molto “pesante”. Infine, nell'incontro è stato sottolineato che le torri petrolifere possono elevarsi dalle acque marine fino a 60 metri, visibili dalla costa. Le più vicine sorgerebbero all’interno delle 12 miglia dal litorale.

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