Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Polignano, record di visitatori per il presepe vivente nelle grotte ipogee

Superate le seimila presenze per il presepe allestito nel complesso ipogeo di Madonna di Grottole

Sarà stata proprio la location particolarmente suggestiva a decretare il grande successo che quest'anno ha riscosso il presepe vivente organizzato nel complesso ipogeo di Madonna di Grottole, a Polignano. Più di seimila presenze in tutto, per l'iniziativa che si è conclusa ieri con il corteo e l'arrivo dei Re Magi.

LA STORIA - L'insediamento archeologico di Madonna di Grottole è situato a Nord-Est di Polignano a Mare, a circa 3 km dal centro abitato. Il sito archeologico di Madonna di Grottole, con le sue sessantadue grotte, è uno tra i più importanti sotto il profilo scientifico e culturale della Puglia. È attualmente di proprietà della Fondazione Maria Rossi Onlus, dell'avvocato Giacomo Olivieri che lo ha acquistato dal conte Domenico Valentini, custode per molti anni dell'insediamento.

La masseria si imposta su di un preesistente insediamento rupestre. L'ala più antica del fabbricato risale al XV secolo e nel suo nucleo originario sono comprese parti di un antico monastero agostiniano. Alla costruzione centrale della masseria si addossa la piccola cappella denominata Madonna di Grottole. La masseria è composta da più manufatti: una piccola abitazione a piano terra, un ampio locale, deposito di attrezzi agricoli, e numerose stalle in disuso. I primi documenti che attestano l'esistenza della chiesa di Madonna di Grottole risalgono al 1610. In quell'anno, si trovava abitata da un solo uomo eremita.

Dalla tradizione orale, inoltre, il convento è ricordato come ricovero dei colpiti dalla peste dell'anno 1616. La chiesa è stata aperta al culto fino al 1935 circa. L'esterno della chiesa è caratterizzato da un piccolo campanile a vela. L'interno, invece, è coperto da volte a crociera poggianti su semipilastri. L'arco trionfale poggia sui capitelli dei semipilastri, decorati da un piatto motivo fogliare. Nel coro, coperto a botte, c'è un altare in pietra con grande cartiglio a volute spezzate; nel medaglione centrale una croce gigliata e negli spazi dei bracci un motivo a palmette. Nella cappella ci sono i resti di un affresco, ritrovato nel 1968, raffigurante la Vergine con Bambino con, ai lati, i S.S. Rocco e Vito. Dalla chiesa si passa alla sacrestia, e di qui alla parte che immette nel retrostante giardino da cui si accede ad una grotta, forse la cella dell'eremita.

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