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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Appalti "agli amici" e gare "alterate": terremoto al Comune di Polignano, ai domiciliari sindaco e vice

L'inchiesta della Guardia di Finanza è coordinata dalla Procura di Bari: 5 in tutto gli arrestati. Tra loro anche alcuni dirigenti comunali. Interdizioni per altri cinque imprenditori. In tutto sono 24 gli indagati

"Uno scenario poco incoraggiante" in un comune simbolo della Puglia, dove vi sarebbero state gare d'appalto "su misura" per favorire "aziende amiche", anche attraverso procedure di sorteggio pubblico "alterate" per escludere altri operatori economici. E' un terremoto giudiziario quello che coinvolge il Comune di Polignano, scosso questa mattina dall'arresto del sindaco (e presidente di Anci Puglia) Domenico Vitto, e del vicesindaco nonché assessore cittadino ai Lavori Pubblici e Verde, Salvatore Colella, nell'ambito di un'inchiesta della Guardia di Finanza denominata 'Amici miei' e coordinata dalla Procura di Bari per far luce sulla gestione degli appalti nella cittadina-perla del turismo barese. Sei, in particolare, le gare finite nel mirino dell'inchiesta. Su tutte quella della riqualificazione di largo Gelso sul lungomare che comprende la celebre statua di Domenico Modugno, uno scorcio tra i più fotografati e simbolo di Polignano nel mondo.

Complessivamente sono 5 le persone finite in manette, tutte ai domiciliari: oltre a Vitto e Colella vi sono anche i dirigenti comunali Nicola Cicala, Raffaele Lassandro e Pasquale Teofilo. Nel provvedimento del gip Angelo Salerno, su richiesta dei pm della Procura di Bari Michele Ruggiero e Alessio Coccioli, vi sono anche 5 interdizioni ad altrettanti imprenditori. I reati contestati, a vario titolo, sono, falso ideologico, concorso in peculato e turbativa d'asta, omissione di ufficio, rivelazione del segreto d'ufficio e subappalto illecito. Gli inquirenti avevano anche contestato il reato di corruzione, non riconosciuto, però, dal gip. Ventiquattro, in tutto, le persone indagate.

Gli accertamenti della Compagnia Gdf di Monopoli sono cominciati a inizio 2021: i finanzieri si sono insospettiti dopo aver scoperto che diverse tabaccherie di Polignano avrebbero omesso di versare al Comune gli incassi dei pagamenti del servizio cittadino di mensa scolastica. L'inchiesta, attraverso l'utilizzo anche di intercettazioni telefoniche, si è poi allargata ai rapporti tra le massime autorità politiche cittadine, i dirigenti comunali e gli imprenditori vincitori degli appalti. Per gli investigatori vi sarebbero state, negli ultimi anni, "plurime e sistematiche" condotte "collusive e perturbatrici" delle gare, compresi gli affidamenti diretti di quelle con importo "sotto soglia comunitaria" in "un  quadro - sostengono gli inquirenti - di evidenti legami funzionali al sostegno elettorale nelle elezioni amministrative". 

Gli appalti analizzati dagli investigatori sono 9 ma per 3 di questi non vi sarebbero state rilevate irregolarità tali da procedere penalmente. Tra gli altri 6, oltre a quello da circa 800mila euro della piazzetta (per il quale sarebbe coinvolto Vitto), vi sono quelli per la manutenzione stradale, l'abbattimento di barriere architettoniche, ristrutturazioni di immobili e persino la riqualificazione di un bene confiscato alle mafie. L'importo complessivo delle gare contestate è di 1,2 milioni di euro.

Secondo l'impianto accusatorio, illustrato dai pm nel corso della conferenza stampa alla quale ha preso parte anche il procuratore di Bari, Roberto Rossi, i dirigenti comunali, attraverso questo sistema di favori e di assegnazione, avrebbero potuto ottenere dei vantaggi e degli avanzamenti di carriera. Allo stesso modo, invece, gli imprenditori avrebbero fornito sostegno politico alle elezioni (nelle accuse, però, non si fa riferimento a presunti voti di scambio) nonchè, in taluni casi, lavori di ristrutturazione in appartamenti e strade. La presunta rete di favori, però, secondo il gip, non proverebbe un'eventuale corruzione, ragione per cui la Procura si è riservata di impugnare il provvedimento del giudice per questa parte specifica.

Il procuratore Rossi, nel commentare l'inchiesta, ha sottolineato l'importanza della trasparenza nella gestione della macchina istituzionale e amministrativa: "Chiunque si approcci alla pubblica amministrazione deve essere trattato in maniera paritaria - dice -. Esiste la necessità che chi partecipa a qualsiasi tipologia di gara e assegnazione di risorse, deve sapere di poter contare diritti e doveri, altrimenti si tratta di un danno a tutta l'economia di una comunità".

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