Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

"Invasione di pappataci, poliziotti a rischio", la denuncia del Consap

La Confederazione sindacale autonoma di polizia lancia l'allarme: l'episodio si sarebbe verificato una settimana fa durante un'esercitazione all'aperto sulle sponde dell'Adriatico a nord di Bari

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday
Risale esattamente ad una settimana fa l'episodio, ma la notizia è trapelata solo ora.

Era il 21.06.2013 allorquando alcuni dipendenti del IX Reparto Mobile, inviati per un'esercitazione di tiro all'aperto sulle sponde dell'Adriatico a nord di Bari, venivano, sul posto, letteralmente assaliti da insetti voraci e nocivi per la salute umana.

Gli insetti in questione, verosimilmente, "pappataci", sono molto simili a zanzare ma più famelici e pericolosi di queste ultime a tal punto da veicolare, nelle migliori delle ipotesi, un virus che causa nell'uomo la cosiddetta "febbre da flebotomi".

In alcuni casi, per giunta, tale insetto puó veicolare la "LEISHMANIOSI".

In quell'occasione la quasi totalità dei colleghi presenti all'esercitazione furono punti da questi insetti senza che ciò, fortunatamente, causasse loro particolari conseguenze ( a parte evidenti e fastidiosi rush cutanei tuttora visibili) mentre in un caso, in particolare, si rese necessario il ricorso alle cure mediche del pronto soccorso che, individuando proprio nel pappatacio la probabile causa, prescriveva al malcapitato collega una prognosi di giorni 10 farcita da antibiotici antistaminici e cortisone.

Precisiamo che, quando il pappatacio punge un essere umano (specialmente sulle dita), il protozoo, ormai risalito attraverso l'apparato succhiante, passa nel sangue della vittima, quindi nel midollo osseo, nel fegato o nella milza.

L'incubazione della malattia avviene generalmente in dieci giorni, ma ci sono casi in cui può mantenersi latente per alcuni mesi e poi manifestarsi d'improvviso. Può dare segni di sé con una semplice febbre con stanchezza e disturbi digestivi, oppure con sintomi netti: febbre costante, irregolare, che non si riesce a smorzare con nessun metodo, pallore cadaverico, gonfiore della milza, diarrea e mancanza d'appetito. Si ricorda che, in caso di sospetta infezione, la legge obbliga la denuncia.

Orbene, trascorsa una settimana appena il pasto a questi voraci insetti viene riproposto!!!!

Tant'è che, malgrado gli esiti prodotti sui colleghi dall'ultima esercitazione di tiro, la Dirigenza del Reparto Mobile di Bari, incurante della salute del proprio personale, ripropone la stessa insalubre location per l'esercitazione prevista il 29.06.2013, senza accennare, quantomeno, ad una forma di prevenzione dei rischi connessi all'attività sospendendo le esercitazioni in attesa di accertare la tipologia degli insetti in parola.

Non possiamo, tuttavia, esimerci dal ringraziare il Sanitario della Polizia di Stato , nella persona della Dott.ssa De Sario, per la sensibilità dimostrata partecipando personalmente all'odiernaesercitazione di tiro garantendo in tal modo la massima disponibilità a fornire assistenza qualificata per ogni evenienza che in ogni caso, complici le sfavorevoli condizioni climatiche avverse a questi insetti, non si è resa fortunatamente necessaria.

Rimane comunque l'amarezza per l'indifferenza che il Dirigente del Reparto Mobile di Bari riserva ai Poliziotti!!!

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