Sale lettura, bar e spazi per il tempo libero: al via lavori per il Polo Bibliotecario regionale dell'ex Rossani

La struttura sarà pronta per metà del 2020. Progetto da circa 10 milioni di euro: all'interno troveranno posto la Teca del Mediterraneo, l'Isittuto Ipsaic e la Mediateca regionale

Un cantiere da 10 milioni di euro, da sviluppare in 420 giorni. Se non vi saranno intoppi, a metà 2020 la città di Bari avrà a disposizione il nuovo Polo Bibliotecario regionale nell'ex Caserma Rossani di Bari: sono cominciati da alcuni giorni, infatti, i lavori per trasformare le vecchie palazzine 'Comando' e un'altra dedicata agli allenamenti e alla fruizione giornaliera da parte dei militari, chiuse ormai dal 1991 e attualmente in stato d'abbandono.

Come sarà la Biblioteca della Rossani

In tutto saranno circa 5000 i mq a disposizione suddivisi nelle due palazzine, rispettivamente da 3500 e 1500 mq. Nell'edificio più grande saranno utilizzati anche i soppalchi e verranno completamente rifatti gli interni per ospitare sale di lettura, uffici, caffetteria e laboratori. Vi troveranno posto la Teca del Mediterraneo, l'Istituto Ipsaic e la Mediateca Regionale. I lavori saranno realizzati da un'ati comprendente un raggruppamento d'imprese. La somma è stata messa a disposizione grazie a fondi regionali. I progetti verranno preservati così come alcune finiture interne, risalenti a circa 100 anni. La Rossani, infatti, venne costruita dal 1904 al 1917, venendo inaugurata praticamente verso la fine della Prima Guerra Mondiale.  A distanza di oltre un secolo, dunque, un nuova vita per un plesso incastonato in un parco che sarà pronto entro la fine dell'anno e i cui lavori, cominciati a febbraio, hanno già visto l'abbattimento delle precedenti strutture e i primi pezzi dello skate park, là dove c'era la fossa per l'orchestra di quella che sarebbe dovuto essere il contenitore musicale 'Città di Federico'.

01-03-19 approvato progetto esecutivo polo bibliotecario regionale nella ex caserma rossani 1-2

Emiliano: "Bari cambiata in modo radicale negli ultimi 15 anni"

Questo pomeriggio si è svolto il primo sopralluogo alla presenza, tra gli altri, del governatore pugliese Michele Emiliano, del presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, e del sindaco di Bari Antonio Decaro: "Molti anni fa - ha spiegato Emiliano - riuscimmo ad acquisire la caserma grazie a un'operazione di scambio nell'ambito di quella relativa alla chiesa Russa. Recentemente, tra l'altro, è stato utilizzato bene un accordo stipulato con la precedente amministrazione regionale per lo sviluppo della biblioteca. Era un'area abbandonata che sarà progressivamente utilizzata, creando un importante polmone verde per la città. Questo luogo fa parte anche di una progettazione importante, come il parco di Fuksas. Bari ha una sola grande biblioteca, quella Nazionale, che si 'appropriò' di quella comunale. Mancava un contenitore e questo sarà importante per una città che negli ultimi 15 anni, è cambiata in modo radicale" ha poi rimarcato Emiliano.

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Decaro: "Sarà aperta anche di sera"

Il sindaco Decaro sottolinea il ruolo della biblioteca per migliorare il tempo libero di baresi e turisti: "Sarà - ha detto - una delle biblioteche più grandi del Sud, aperta anche la sera tardi come accade nelle grandi capitali europee e a New York. Una piastra della conoscenza dove sarà possibile effettuare studi, approfondimenti e dibattiti. Un polo culturale all'interno di un grande parco. Siamo in fase avanzata, anche, per la progettazione dell'Accademia di Belle Arti e nei prossimi mesi la manderemo in gara, per completare un altro tassello del mosaico dell'ex Rossani". Il patrimonio della biblioteca regionale e della Teca del Mediterraneo, al momento, si trova nella nuova sede della Regione Puglia, a Japigia: "Si tratta - ha affermato Mario Loizzo - di una raccolta straordinaria che negli ultimi anni si è arricchita di importanti donazioni, come quella riguardante numerosi volumi sul teatro pugliese. Per ragioni di sicurezza abbiamo trasferito tutto a Japigia perché non si poteva davvero più restare nella vecchia sede di via Giulio Petroni. Non appena sarà completata questa nuova e funzionale struttura porteremo la collezione qui". 

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