Cronaca

Crac Popolare di Bari, "azionisti prigionieri dei titoli svalutati". L'intercettazione: "C'è un socio, vieni con una copia pulita del bilancio"

Le conversazioni intercettate contenute nell'ordinanza che ha portato ieri all'arresto degli ex vertici dell'istituto di credito, in cui il gip sottolinea "circostanze anomale" e aspetti dell'operato del Cda

E' il 20 marzo 2017 ed Elia Circelli, responsabile della Funzione Bilancio e Amministrazione della Popolare di Bari, arrestato ieri insieme agli ex vertici della banca, Marco e Gianluca Jacobini, parla al telefono con un collega: "Vedi di venire con una copia pulita che c'ho quella... che c'è un socio che deve vedere il bilancio e quindi portala...". La conversazione è tra quelle riportate nell'ordinanza di 408 pagine a firma del gip Francesco Pellecchia che ha fatto scattare gli arresti di ieri: le intercettazioni, diffuse oggi dalle agenzie di stampa, aggiungono nuovi dettagli sulla situazione messa in luce dall'inchiesta.

I dialoghi di Circelli intercettati, scrive il gip nell'ordinanza, "rivestono particolare importanza proprio avuto riguardo all'anomala circostanza di non avere a disposizione presso la sede della Bpb, una copia del bilancio completo, da mettere a disposizione dei soci che richiedono di poterlo visionare. Ciò in quanto lo impone l'articolo 2429 del Codice Civile che al comma 3 stabilisce che 'Il bilancio, con le copie integrali dell'ultimo bilancio delle società controllate e un prospetto riepilogativo dei datti essenziali dell'ultimo bilancio delle società collegate, deve restare depositato in copia nella sede della società, insieme con le relazioni degli amministratori, dei sindaci e del soggetto incaricato della revisione legale dei conti, durante i quindici giorni che precedono l'assemblea, e finché sia approvato. I soci possono prenderne visione'". Inoltre, per il giudice "l'anomala circostanza risiede, tra l'altro, nel fatto che a distanza di una settimana circa dalla fissazione dell'Assemblea Ordinaria (26 marzo 2017 ndr), Elio (Circelli ndr) abbia necessità di far visionare una 'copia pulita' del bilancio ad un non meglio identificato socio che ne ha diritto, termine che non si esclude possa intendere anche riferirsi ad esemplare 'difforme' da quello che sarà poi sottoposto all'approvazione nell'assemblea del 26 marzo".

Ma tra le carte c'è anche un'altra intercettazione, riportata dall'AdnKronos: "...Non è uno scemo ...assolutamente non è scemo ... poi per non essere del mestiere ...assolutamente non è scemo…", dice sempre Circelli, riferendosi a un socio. E sempre durante le conversazioni, come riporta il gip Pellecchia, lo definisce "uno 'scassaminchia' per avergli fatto perdere tempo, ma anche come persona alquanto competente nel settore". Il socio - riporta ancora l'AdnKronos - un imprenditore del settore della ristorazione, come rilevabile dalle precedenti conversazioni, il 23 marzo 2017, si era recato nella Banca per poter visionare il progetto di bilancio al 31-12-2016, in discussione nell'assemblea dei soci indetta per il successivo 26 marzo 2017. L'uomo avrebbe sollevato "alcune critiche in merito alle modalità di redazione ed all'esposizione di alcune voci".

Nelle conclusioni del provvedimento il gip parla anche anche delle decisioni del cda e della situazione vissuta dagli azionisti: "Vi era la volontà del Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Bari s.c.p.a. - scrive Pellecchia - di escludere del tutto la liquidazione delle azioni in favore dei soci recedenti con fondi propri, lasciandoli irrimediabilmente prigionieri dei loro titoli clamorosamente svalutati e, in ultima analisi, delle condizioni economiche della Banca Popolare di Bari s.c.p.a. che, stando alle indicazioni contabili, non sarebbe stata in grado di fare fronte alle richieste di recesso e liquidazione delle azioni se non pregiudicando la stessa stabilità patrimoniale". 
 

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