'Porta Futuro', presto sportello anche nel carcere di Bari: "Uno strumento per i detenuti"

Il progetto sperimentale vede la collaborazione di Comune di Bari, Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata di Ripartizione Politiche del lavoro, garante dei Detenuti e Casa circondariale

Presto potrebbe aprire uno 'sportello distaccato' del job center comunale di 'Porta Futuro' nella Casa circondariale di Bari: un'opportunità di sperimentazione discussa dall'assessore cittadino al Lavoro, Paola Romano, dal garante dei Detenuti, Piero Rossi, e dalla direttrice del carcere barese, Valeria Pirè, nel corso di un incontro. Il progetto vede la collaborazione dell'Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata del Comune di Bari, di Ripartizione Politiche del lavoro, Porta Futuro Bari, del garante dei Detenuti e della Casa circondariale di Bari e successivamente sarà esteso anche all’Istituto penitenziario minorile Fornelli. In tempi brevi sarà sottoscritto un protocollo operativo per disciplinare tempi e modi di attivazione dello sportello.

“I detenuti sono a tutti gli effetti cittadini baresi e come tali avranno la possibilità di accedere ai servizi del Comune di Bari e in questo caso di Porta Futuro - spiega Paola Romano -. Troppo spesso chi è in carcere, giovane o meno giovane, dopo aver scontato la pena esce dall’istituto di detenzione senza una reale alternativa. Questa situazione crea le condizioni per cui c’è il rischio alto che si possa tornare a delinquere o essere facile preda della criminalità organizzata. Noi vorremmo interrompere questo circuito negativo, fornendo loro e ai loro familiari gli strumenti per comprendere il mercato del lavoro, le possibilità esistenti e, soprattutto, per utilizzare il momento di detenzione per riflettere sulle proprie aspirazioni, in modo da essere preparati e più forti quando si tratterà di affrontare la realtà esterna”.

“L’esperienza che ci apprestiamo ad attivare - prosegue Piero Rossi - rappresenta un’opportunità importante per i detenuti, perché si tratta di un vero e proprio pezzo di città che entra nella comunità penitenziaria. Questo è lo spirito più autentico di una politica orientata all’integrazione sociale dei detenuti e ad un percorso di riabilitazione. È un’importante testimonianza della presa d’atto della comunità esterna rispetto alla comunità interna al carcere. Da parte nostra c’è tutta la volontà e l’impegno di sostenere questa iniziativa”. “La direzione della Casa circondariale di Bari - aggiunge la direttrice Valeria Pirè - ha accolto con entusiasmo la proposta dell’assessora Romano poiché perfettamente in linea con l’indirizzo assunto dalla Direzione e dall’area trattamentale: progetti utili, efficaci, agili che offrono strumenti base ai detenuti per la costruzione di prospettive concrete”.

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