Da Manifattura a hub per il lavoro: nel quartiere Libertà nasce 'Porta Futuro'

Firmata l'intesa da 5,1 milioni tra Regione e Comune per realizzare un centro polifunzionale per l'impiego, basato sui modelli di Parigi, Barcellona e Roma. Decaro: "La nostra prima risposta in un quartiere pieno di giovani e coppie"

"Oggi portiamo nel cuore del quartiere Libertà grazie al contributo della Regione Puglia, Porta Futuro, il primo centro sperimentale di orientamento e servizi al lavoro per giovani". E' proprio il sindaco di Bari, Antonio Decaro, a commentare, in un post su fb, la firma dell'intesa tra il Comune e la Regione Puglia che individua proprio in Palazzo di Città il soggetto attuatore per sviluppare 'Sistema Puglia - Porta Futuro Bari -Fase 1 e Sistema Puglia - Porta Futuro Bari - Fase 2', trasformando i locali della ex Manifattura dei Tabacchi in un hub dove formazione, domanda e offerta lavorativa si incontrano per promuovere occupazione, in particolare per gli under 35. Il progetto avrà un costo complessivo (fase 1-2) di circa 5,1 milioni di euro, di cui 5 stanziati dalla Regione.

La restante parte deriva dal finanziamento “Giovani in rete”- Dipartimento della Funzione Pubblica in collaborazione con Città Metropolitana di Roma nell’ambito dell’iniziativa Porta Futuro, un successo al pari di altre strutture simili nel resto d'Europa, come a Parigi e Barcellona:  "La Regione - ha  affermato Decaro - concede un finanziamento di cinque milioni di euro al Comune per la creazione del Job center" da realizzarsi con "una forma molto innovativa rispetto ai centro per l'impiego tradizionali. Nel quartiere Libertà  - ha proseguito - abbiamo la più alta concentrazione di giovani coppie e di famiglie immigrate, ed è per questo che rappresenta la più grande scommessa per noi amministratori. Porta Futuro vuole essere la nostra prima risposta".

Alla cerimonia, a cui hanno preso parte l'assessore cittadino all'Istruzione, Romano e l'assessore regionale alla Formazione, Minervini, ha partecipato anche il governatore Vendola che ha affermato come, con questo progetto "l'innovazione si sposa alla inclusione. E il coinvolgimento degli enti di formazione professionale ci libera dalle storie del passato in cui i progetti venivano messi in campo per far vivere gli enti che qui invece agganciano offerta e domanda di lavoro e offrono immediatamente un percorso di riqualificazione. Questa esperienza - ha concluso - si propagherà come un virus in tutti gli altri territori della nostra regione".

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