L'ex stazione marittima ferroviaria diventa il 'Centro regionale mare': nel porto il nuovo polo Arpa

La palazzina all'interno dell'area portuale, inutilizzata da 10 anni, è stata ceduta dalla Capitaneria di Porto ad Arpa: ospiterà un centro per lo studio dell'ambiente marino regionale

Un tempo era la sede della stazione marittima ferroviaria. Ora, l'edificio demaniale ubicato nella circoscrizione portuale dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale, inutilizzato da quasi dieci anni, rinasce a nuova vita, diventando il Centro Regionale Mare (CRM).

Il nuovo polo nella palazzina ceduta ad Arpa

Grazie alla rinuncia della disponibilità del bene da parte dell'Autorità portuale, infatti, la Capitaneria di porto di Bari ha accolto la richiesta dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione  e la Protezione dell’Ambiente (Arpa), cedendo la struttura che diventerà un centro specializzato per lo studio dell'ambiente marino, riunendo laboratori e uffici ora ubicati in diverse sedi. La cerimonia di consegna del bene - una palazzina su due piani, di circa 350 mq, con terrazza accessibile - è avvenuta giovedì. All'evento hanno partecipato il Contrammiraglio Giuseppe Meli, comandante della Direzione Marittima Puglia e Capitaneria di Porto di Bari, Ugo Patroni Griffi, presidente dell’AdSP MAM, Vito Bruno e Nicola Ungaro, rispettivamente direttore Generale ARPA Puglia e direttore scientifico ARPA Puglia.

Gli obiettivi del 'Centro regionale mare'

Il 'Centro regionale mare' - è stato spiegato - sarà un’unità operativa complessa dell’Agenzia che svolgerà attività di alto livello tecnico, con riferimento all’intero territorio regionale e alle peculiarità dell’ambiente marino che lo contraddistingue, come di seguito sinteticamente descritto. "La Puglia - sottolinea Arpa - con i suoi 1000 km di costa, sia sul versante jonico che adriatico è al terzo posto in ambito nazionale, dopo le isole maggiori, per estensione lineare. La presenza, inoltre, di molteplici e diversificati ambiti a elevata valenza ambientale e di pressioni antropiche di differente livello quali-quantitativo, rendono necessari sia un adeguato monitoraggio ma soprattutto un approccio olistico per la gestione del sistema “mare” nel suo complesso". Tra le finalità del CRM, figurano il monitoraggio delle acque di transizione e delle acque marine (costiere e del largo) per la determinazione dello stato di qualità ambientale, il coordinamento del monitoraggio delle acque di transizione e marino costiere a specifica destinazione d’uso (acque di balneazione e acque destinate alla vita dei molluschi). E ancora, attività di studio, analisi e valutazione degli impatti sulla fascia costiera e sugli ecosistemi marini, elaborazione dei dati ambientali, idrologici e oceanografici, supporto tecnico alla Regione e alle Amministrazioni Locali in merito ai principi di sostenibilità da applicare al mare e alle sue risorse.

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