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Usuraio con il reddito di cittadinanza: prestiti con tassi fino al 120%, arrestato pluripregiudicato barese

Nella rete piccoli commercianti e imprenditori in difficoltà. L'uomo, risultato anche percettore di reddito di cittadinanza, avrebbe proseguito nella gestione delle attività illecite anche durante un periodo di detenzione domiciliare, 'ricevendo' a casa le vittime

Prestava denaro a usura, pretendendo tassi di interesse annui che arrivavano anche al 120%. Vittime dell'uomo, un 68enne pluripregiudicato barese, arrestato oggi dai finanzieri del Nucleo Operativo Metropolitano, erano piccoli imprenditori o commercianti in difficoltà, ma anche, in alcuni casi, persone giovani che arrivavano a chiedere prestiti per poter sostenere un tenore di vita elevato. 

L'indagine dei finanzieri, guidati dal maggiore Giuseppe Antonaci, sono partite nel gennaio 2019, in seguito ad alcune segnalazioni. Così i militari delle Fiamme Gialle sono riusciti a ricostruire le attività illecite dell'uomo, che risponde di usura ed esercizio abusivo dell’attività del credito, e che - secondo quanto accertato - sarebbero cominciate già nel 2012. Circa una decina le vittime individuate. Le dichiarazioni dei testimoni - nonostante, sottolineano gli investigatori, nelle indagini si sia "registrata una certa reticenza da parte degli usurati", intimoriti dalla "figura criminale del soggetto" - incrociate con le attività di intercettazione, appostamenti anche mediante sistemi di video-ripresa, e indagini finanziarie, hanno permesso di individuare numerosi episodi contestati all'uomo. Secondo quanto accertato dagli investigatori, il 68enne avrebbe continuato a gestire i suoi affari anche durante un periodo di detenzione domiciliare (per l'espiazione di una pena legata a reati di falso commessi in passato), 'ricevendo' nella sua abitazione nella zona Marconi-San Girolamo le vittime, alcune delle quali provenivano anche da fuori Bari. Così gli investigatori sono riusciti a intercettare anche le telefonate in cui l'uomo pretendeva il pagamento delle somme, che generalmente avveniva alla metà del mese.

Il soggetto colpito dalla misura cautelare in carcere è risultato essere anche percettore del “reddito di cittadinanza”, avendo comunicato agli uffici preposti di non percepire alcuna forma di reddito. All'esito delle indagini, i finanzieri hanno provveduto a trasmettere comunicazione all'Inps che provvederà a sospendere l'erogazione del beneficio.

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