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"Truffa" bombole ossigeno, il processo per 26 inizia dieci anni dopo

E' a forte rischio prescrizione il procedimento sulla fornitura di bombole di gas medicale richieste dalle Asl pugliesi in dieci ospedali della regione nel periodo 2007-2009

E' iniziato oggi, a circa 10 anni dagli episodi contestati, il processo, al Tribunale di Bari, sulla presunta truffa per forniture di bombole d'ossigeno richieste dalle Asl della Puglia, con 26 persone imputate. La prescrizione di buona parte dei reati avverrà già tra a maggio mentre l'ultimo capo d'accusa si prescriverà nell'agosto del prossimo anno. Alla sbarra sono finiti 9 medici, 2 infermieri e 15 imprenditori: sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falso e truffa ai danni dello Servizio sanitario nazionale in relazione alla fornitura di gas medicali da parte di numerose Asl italiane. Il danno erariale, secondo gli inquirenti, sarebbe di circa 6 milioni di euro. L'inchiesta si riferisce al periodo tra il 2007 e il 2009: per l'accusa sarebbe stata prescritta ossigenoterapia a pazienti che non ne avevano bisogno, con le Asl pronte al rimborso per le due aziende che commercializzavano i gas medicali, Messer Italia Srl e Medigas Italia Srl. La presunta truffa avrebbe riguardato 10 ospedali pugliesi, tra cui 5 della provincia di Bari. Il procedimento è stato rinviato al 16 febbraio 2017, per il conferimento dell'incarico al perito che dovrà trascrivere le intercettazioni. 

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