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Prestiti con tassi fino al 280%, due fratelli arrestati per usura

L'operazione della Guardia di Finanza: i due arrestati avrebbero prestato denaro ad usura a professionisti in difficoltà economiche, tra i quali un commercialista

Avrebbero prestato denaro ad usura, applicando tassi di interesse biennali fino al 280%. Ai domiciliari, con le accuse di usura ed estorsione, sono finiti due fratelli, Michele e Antonio Tesauro, arrestati dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale su richiesta della Procura di Bari.

LE INDAGINI - Gli accertamenti della Finanza sono partiti alcuni mesi fa, in seguito alla denuncia della società 'Cartasì' nei confronti del titolare di un bed and breakfast barese, sospettato di clonazione di carte di credito. Le successive indagini, condotte anche attraverso intercettazioni, hanno permesso di accertare il contenuto della denuncia e di ricostruire l'attività di usura ed estorsione dei fratelli Tesauro. L'attività di usura ed estorsione avrebbe avuto come vittime in particolare professionisti in difficoltà, tra cui anche un commercialista. Dagli accertamenti è risultato che, in occasione dei finanziamenti usurari, i due avrebbero applicato un tasso di interesse che raggiungeva anche il 280,5 per cento. Nell'ambito della stessa operazione, i finanzieri hanno eseguito una perquisizione domiciliare a casa di un imprenditore, cliente del commercialista e indagato a piede libero per usura, sequestrando numerosi titoli e 160 mila euro in contanti.

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