Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Dallo studio del crimine uno strumento per prevedere i reati: la Regione punta sulla 'eSecurity'

Sottoscritta un'intesa con l'UniTrento per lo sviluppo di un protocollo sperimentale per migliorare le politiche di prevenzione in materia di sicurezza urbana e protezione del cittadino

Uno studio di carattere statistico sui fenomeni criminali, per prevedere dove e quando i reati verranno commessi, ottenendo così dati utili sia per l'azione delle forze dell'ordine che per la pianificazione di politiche di antimafia sociale. E' questo l'obiettivo del protocollo di intesa sulla 'eSecurity' siglato oggi a Bari tra la Regione Puglia, l'Università di Trento e la sua start-up 'Intellegit'. Un approccio innovativo nel contrasto alla criminalità, che la Puglia è la prima pubboica amministrazione ad adottare, dopo quella trentina. L'intesa è stata sottoscritta dal governatore Michele Emiliano con il Rettore dell’Università degli studi di Trento, Paolo Collini e l'Amministratore delegato di Intellegit,  Giorgio Casoni.

"Questo è un protocollo d'intesa – ha spiegato Emiliano - che consentirà all'Università e alla Regione Puglia di studiare i dati del crimine della regione in modo da avere dati predittivi sulla commissione dei reati in futuro. Si tratta di statistica, di meccanismi attraverso i quali studiando la reiterazione dei reati in determinate condizioni, in determinati luoghi e in determinati orari, è più facile dare suggerimenti alle forze dell'ordine su come collocarsi sul territorio. Ma non solo. Questi dati saranno utilissimi alle attività dell'antimafia sociale per intervenire in quei quartieri, in quei luoghi, in quelle città dove è più necessario intervenire sull'educazione alla legalità, contro la violenza sulle donne e contro, in generale, quei fenomeni drammatici che abbiamo dovuto affrontare proprio da ultimo anche nella regione Puglia. Si tratta di una soglia molto avanzata. La Puglia – ha concluso Emiliano - sarà, dopo la provincia autonoma di Trento e la città di Trento, il primo soggetto pubblico che avvia studi di questo tipo in collaborazione con un'Università che è stata antesignana di questo genere di approfondimento scientifico". Il governatore ha poi ricordato come l'accordo odierno scaturisca in realtà dall'impegno di Stefano Fumarulo, dirigente dell’Antimafia sociale della Regione Puglia, scomparso precocemente nell'aprile scorso.
 
"La nostra ricerca – ha sottolineato il rettore dell’Università di Trento Paolo Collini - è una ricerca fortemente pluridisciplinare che mette insieme scienze giuridiche, scienze sociali, tecnologiche, scienze pure, cercando di connetterle tra loro. Oggi è un’occasione importante per noi perché non solo è un campo applicativo, che per noi è un campo di ricerca, ma anche perché restituiamo strumenti utili per le amministrazioni. La ricerca mette a punto non solo un modello di analisi del territorio del crimine ma anche un modello predititivo, la capacità cioè di anticipare i luoghi dove il crimine si manifesta  e si concentra maggiormente".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dallo studio del crimine uno strumento per prevedere i reati: la Regione punta sulla 'eSecurity'

BariToday è in caricamento