Cronaca

Sole e temperature miti, ma la 'finta primavera' sta per finire. Coldiretti: "Clima pazzo mette a rischio frutta e ortaggi"

Primi giorni di febbraio decisamente poco invernali, ma il freddo tornerà da metà settimana. E gli "shock termici" preoccupano sempre più gli agricoltori

Un mandorlo in fiore a gennaio - Foto Coldiretti

Un weekend contrassegnato da sole e temperature decisamente sopra la media, ma l'inverno non è ancora finito, e dalla metà della prossima settimana il freddo tornerà a farsi sentire, spazzando via la 'falsa primavera' con un brusco abbassamento della colonnina di mercurio previsto da mercoledì.

Un clima "pazzo", che come ogni anno, preoccupa non poco gli agricoltori. A lanciare l'ennesimo allarme sugli impatti negativi degli "shock termici" legati al tempo instabile è ancora una volta la Coldiretti: “Scenari primaverili, con alberi di pero in fiore a dicembre e mandorli fioriti a gennaio, a causa del clima pazzo e della tropicalizzazione che fa registrare temperature bollenti, superiori di 1,39 gradi la media stagionale. L’agricoltura pugliese per effetto dei cambiamenti climatici ha perso più di 3 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola, strutture e infrastrutture rurali. Disastrosi gli effetti sui campi del clima pazzo che azzera in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a siccità perdurante e caldo anomalo“, spiega Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

A nulla vale più - sottolinea l'associazione - la programmazione degli orticoltori che in Puglia raccolgono broccoli, cavoli, sedano, prezzemolo, finocchi, cicorie, bietole, tutti maturati contemporaneamente per le temperature primaverili. "Con la natura sconvolta a preoccupare è l'effetto del possibile improvviso abbassamento della temperatura sulle piante in fiore con effetti disastrosi sulla raccolta dei frutti primaverili. Sono eventi estremi per cui il meccanismo della declaratoria di calamità naturale e del Fondo di solidarietà naturale, così com'è strutturato, non funziona più", conclude Muraglia.

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